Ottaviano Del Turco, motivazioni sentenza: “Tangenti provate, disegno criminoso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2013 14:28 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2013 14:28
Ottaviano Del Turco

Ottaviano Del Turco (foto LaPresse)

ROMA – Le tangenti sono “provate”, sono parte di un “piano criminale” e finalizzato anche all’arricchimento personale, oltre che al favoritismo nei confronti di Angelini. Sono le motivazioni della sentenza di primo grado, emessa dal tribunale di Pescara, in cui l’ex governatore Ottaviano Del Turco è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di carcere. 

Secondo i giudici, infatti,

‘tutti i reati commessi possono essere riuniti con il vincolo della continuazione”, con ”l’ unicità del disegno criminoso perseguito e l’illecito deviato utilizzo delle rispettive cariche e qualifiche a fini di favoritismo nei confronti di Angelini e di arricchimento personale”. 

Sempre secondo i giudici gli imputati

”avevano quindi un vero e proprio programma criminale, volto a favorire, nell’attività di iniziativa legislativa ed amministrativa in materia di sanità in violazione di legge, gli interessi delle case di cura stesse, in particolare di quelle gestite dall’Angelini, su cui si è innestata l’attività corruttiva di questi. Programma – diretto da Del Turco, organizzato dal Quarta, dal Cesarone e dal Masciarelli, ed eseguito dal Mazzocca, dal Di Stanislao, dal Boschetti, nonché dagli stessi Del Turco e Cesarone, attraverso le rispettive attività amministrative e legislative”.    

Per i magistrati,

tale programma non fu limitato alla realizzazione di uno o più reati preventivamente individuati, ma si dispiegò nel tempo, sostanzialmente per l’intera durata della permanenza degli imputati nelle loro funzioni, e fu finalizzato alla commissione di una serie indeterminata di delitti, quelli che, all’occorrenza, fossero serviti per realizzare il decritto disegno di favoritismo, sia mediante l’utilizzo per fini illeciti delle strutture amministrative (l’assessorato alla Sanità, la Asr) e societarie (la Fira e la Fira servizi) in cui gli imputati erano inseriti, sia mediante creazione di una struttura ad hoc in materia di sanità, la predetta cabina di regia, che sostanzialmente si sostituì alla giunta regionale nel prendere le decisioni più rilevanti in materia di sanità”. 

I giudici si dicono certi anche dell’elargizione di favori ad Angelini:

”Appare chiaro che gli imputati operassero in base ad uno stabile accordo, che li vincolava ad agire, nell’ambito delle pubbliche funzioni rispettivamente rivestite, per agevolare l’adozione dei provvedimenti favorevoli all’Angelini, il cui contenuto era stabilito dal Quarta, dal Cesarone e dal Masciarelli (fino al suo arresto) sotto il controllo di Del Turco, ma la cui approvazione da parte della Giunta regionale o della maggioranza consiliare necessariamente passava attraverso l’iniziativa del Mazzocca, assessore competente, come tale proponente di tutte le delibere della Giunta regionale nonché attraverso l’opera di sistemazione tecnica del Di Stanislao , essenziale a tale disegno in quanto idonea a rivestire di rigore tecnico il contenuto dei provvedimenti e ad occultarne il carattere di favoritismo nei confronti dell’Angelini, ed infine attraverso l’attività di commissione dei consiglieri regionali Boschetti e Cesarone”