Papa Francesco, primo tweet 2015: “Troppa gente innocente soffre”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Gennaio 2015 11:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2015 11:20
Papa Francesco, primo tweet 2015: "Troppa gente innocente soffre"

Papa Francesco, primo tweet 2015: “Troppa gente innocente soffre”

ROMA – Un tweet, il primo giorno dell’anno, dedicato alle troppe persone che ancora soffrono. E poi la tradizionale messa di Capodanno. Papa Francesco inizia l’anno puntando sulla pace nel giorno in cui la Chiesa celebra proprio la “giornata mondiale della pace”.

Prima, di buon mattino, il tweet:

“Quanta gente innocente e quanti bambini soffrono al mondo! Signore donaci la tua pace! “. 

Quindi la messa di Capodanno

“Non è possibile ‘amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa’” E la missione della Chiesa esprime la sua maternità”, la Chiesa è madre che “custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità” dice il Papa nella messa di Capodanno, che celebra in San Pietro con cardinali e vescovi e a cui prendono parte molti membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Nella omelia papa Francesco ha insistito sulla maternità della Chiesa, sulla sua incarnazione tra gli uomini, confermando la propria visione della misericordia con cui i cristiani e la Chiesa devono andare incontro alle ferite degli uomini e del mondo contemporaneo.

La frase sulla non separazione di Cristo dalla Chiesa è di Paolo VI, nella Evangelii nuntiandi. Subito dopo averla ricordata, papa Francesco ha spiegato:

“Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? – ha proseguito papa Bergoglio – Lo incontriamo nella Chiesa” “nella nostra santa madre Chiesa gerarchica”.    

A proposito della missione di maternità della Chiesa, il Pontefice ha sottolineato che la Chiesa

“è come una madre che custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità. Nessuna manifestazione di Cristo, neanche la più mistica, – ha rimarcato – può mai essere staccata dalla carne e dal sangue della Chiesa, dalla concretezza storica del Corpo di Cristo. Senza la Chiesa, Gesù Cristo finisce per ridursi a un’idea, a una morale, a un sentimento. Senza la Chiesa, il nostro rapporto con Cristo sarebbe in balia della nostra immaginazione, delle nostre interpretazioni, dei nostri umori”.

Quella dei cristiani e della Chiesa, è dunque “una missione materna rivolta a tutti gli uomini”, sul modello della “testimonianza discreta e materna” della madre di Gesù, “modello di perfetta credente”.