Pendolare si sfoga su Fb: “Vaffa a Moretti e Fs”. Denunciato per diffamazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2014 9:34 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 10:42
Pendolare si sfoga su Fb: "Vaffa a Moretti e Fs". Denunciato per diffamazione

Pendolare si sfoga su Fb: “Vaffa a Moretti e Fs”. Denunciato per diffamazione

ROMA – “Un caro vaffa… a Mauro Moretti, amministratore di Fs: in centomila per mandarlo a casa a calci in c…”. Questa la pagina che un pendolare, architetto di 41 anni di Bergamo, aveva creato su Facebook per sfogare le frustrazioni dei continui disservizi di Trenitalia. E se il “vaffa” di Beppe Grillo porta direttamente in Parlamento, quello di un cittadino frustrato da treni perennemente sporchi e in ritardo porta dritti in tribunale.

Ferrovie dello Stato infatti ha denunciato la pagina Facebook alla polizia postale e ora il pendolare e un altro utente sono stati denunciati per diffamazione aggravata e istigazione a delinquere.

L’Eco di Bergamo racconta la storia di questo pendolare:

“Indubbiamente volgare (e purtroppo in linea col lessico da blog), qualcosa che poteva essere confinato nella sfera della maleducazione generata dalla perdita di pazienza (sacrosanta, quest’ultima, visti i disagi a cui vengono sottoposti i viaggiatori di certe tratte). Invece, secondo l’ad delle Ferrovie, quel titolo-incitamento conterrebbe due reati: diffamazione aggravata e istigazione a delinquere. Per questo motivo Moretti nell’aprile 2010 aveva denunciato alla polizia postale di Roma l’autore della pagina – un architetto di 41 anni, residente a Bergamo – che aveva raccolto centinaia di adesioni e di commenti”.

La pagina ha portato in tribunale a Roma il fondatore architetto e un uomo di Genova di 30:

“Ora, a distanza di quasi cinque anni, il professionista bergamasco è finito a processo nella capitale, insieme a un trentenne genovese (quest’ultimo per un’altra frase ritenuta diffamatoria). Per il difensore «si tratta di espressioni forti, ma non di accusa gratuite: sono critiche strutturate, non a casaccio»”.