Portovesme: “elusione fiscale da 120mln”. Soldi in Svizzera tramite holding

Pubblicato il 10 Giugno 2013 12:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2013 12:58
Portovesme: "elusione fiscale da 120mln". Soldi in Svizzera tramite holding

Foto Lapresse

ROMA – Un’elusione fiscale da oltre 120 milioni di euro: è questa l’accusa nei confronti di Portovesme, azienda leader in Italia nella produzione di piombo e zinco. L’operazione è stata condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma. Secondo l’accusa, la compagnia trasferiva fondi in Svizzera, dove la pressione fiscale è più bassa.

La societa’, con stabilimenti produttivi nel bacino del Sulcis-Iglesiente in Sardegna e appartenente a un gruppo internazionale la cui holding ha sede in Svizzera, negli ultimi anni ha dedotto elementi negativi di reddito non spettanti, in quanto afferenti ad acquisti di materie prime a un prezzo eccessivamente oneroso.

In sostanza, attraverso l’alterazione del valore al quale avvengono le transazioni ‘intercompany‘, si realizza uno spostamento di materia imponibile da Stati a elevata fiscalita’ verso territori caratterizzati da una minore pressione fiscale (in questo caso, si ipotizza, adll’Italia alla Svizzera).

L’attenzione delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma si e’ soffermata sulla circostanza che la societa’, sin dalle sue origini non aveva mai dichiarato utili ma solo ingenti perdite fiscali, situazione ritenuta anomala in ragione dell’importante ruolo assunto a livello internazionale e degli utili registrati, invece, dal gruppo elvetico di appartenenza.

L’analisi dei complessi rapporti commerciali intrattenuti con la casa madre ha, al contrario, fatto emergere come la societa’ italiana, parte integrante di un circuito economico dominato dalla societa’ svizzera, acquistasse le materie prime da quest’ultima a un prezzo eccessivamente elevato, tale da non consentire la maturazione di un risultato economico positivo che rispecchiasse le reali funzioni svolte e i rischi assunti in Italia. In base ad uno studio di benchmark, sono stati pertanto rideterminati i prezzi degli acquisti di materie prime effettuati dalla societa’ svizzera, risultati di gran lunga superiori a quelli di libero mercato.