Trani: romena chiusa in casa per 5 mesi, picchiata e costretta a prostituirsi

Pubblicato il 24 Settembre 2010 13:08 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2010 15:17

Sognava di lavorare in Italia ma una volta arrivata in Puglia, su invito del suo nuovo compagno, è stata rinchiusa per quasi cinque mesi in un casolare di campagna, picchiata, minacciata a morte e costretta a prostituirsi. Vittima delle violenze una giovane romena, poco più che maggiorenne, che nel suo Paese aveva lasciato le due bambine avute dal marito dal quale è separata.

Le indagini della Guardia di finanza hanno portato venerdì mattina all’ arresto del compagno della donna e del fratello dell’uomo, di 20 e 22 anni, accusati di sequestro di persona, induzione e sfruttamento della prostituzione. Il casolare abbandonato in cui, da marzo al primo agosto scorsi, la ragazza è stata rinchiusa si trova alla periferia di Trani, verso Bisceglie, lungo la statale 16.

La donna, proprio il primo agosto, giorno della festa patronale di Trani, è stata portata in città dai suoi aguzzini e, approfittando di una loro distrazione, è fuggita. Per strada, nel centro cittadino, si sono accorti di lei alcuni finanzieri, in giro per controlli.

L’hanno vista impaurita e smarrita, le hanno chiesto che cosa le accadesse e la giovane ha finito col raccontare tutto in caserma, formalizzando la denuncia. Ora vive in una località sicura in Italia.