Cronaca Italia

Verona, i reperti preistorici diventano blu: appello a Bondi

Troppo inquinamento e i reperti preistorici del Museo di Storia Naturale di Verona diventano blu. Così oltre 40 ricercatori di 9 Paesi (fra i quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Francia, Germania e Israele) invitano il ministro dei Beni cultirali Sandro Bondi a intervenire su quello che definiscono un ”gravissimo inquinamento, che non ha precedenti nella storia del patrimonio culturale mondiale”.

La vicenda delle ”selci blu” comincia quando fra il 2006 e il 2008 vengono trasferite dai locali controllati e a norma del Museo di Storia Naturale nel magazzino al piano terra dell’ex Arsenale, poi i reperti (decine di migliaia) si sono trovati in un ambiente inquinato da gas derivati da idrocarburi che, penetrando nel materiale particolarmente poroso delle selci, le hanno alterate e colorate di blu. Raschiatoi, bulini, grattatoi, vasi di ceramica sono ormai stati danneggiati in modo irreversibile, per un danno valutabile in alcune centinaia di milioni.

Il danno scientifico è inestimabile perché tutti i reperti provengono dal Riparo Mezzena, nei Monti Lessini, uno dei siti piu’ significativi al mondo nel quale uomo di Neanderthal e Homo Sapiens hanno convissuto 34.000 anni fa. Nella lettera si chiede a Bondi di ”mettere in sicurezza, nel piu’ breve tempo possibile, le collezioni preistoriche del Museo di Storia Naturale di Verona”, di ”nominare un Comitato Scientifico Internazionale, composto da riconosciuti studiosi di Preistoria, atto a valutare le conseguenze del grave inquinamento sul contenuto scientifico dei reperti”, di ”individuare le risorse economiche per effettuare le analisi necessarie a comprendere quanto il danno chimico abbia deteriorato il significato scientifico delle collezioni del museo” e infine di ”nominare una Commissione di Esperti per valutare il grave danno erariale causato e per individuare le responsabilita’ in capo alle quali si chiede, fin da ora, la messa in mora preventiva.

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