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Riviera romagnola, escherichia coli oltre i limiti in mare ma i bagnanti si tuffano: “Che sarà mai?”

Nonostante in diverse spiagge della Riviera romagnola permanga il divieto di balneazione per i valori oltre i limiti di escherichia coli rilevati da Arpae martedì scorso in 28 tratti, scesi a 22 dopo le verifiche di mercoledì, i vacanzieri continuano a concedersi lunghi bagni per sfuggire alla calura. “Ma sì, che sarà mai?”, si sente dire tra gli ombrelloni a Rimini.

Escherichia coli oltre i limiti, ma in Romagna la gente si tuffa

La spiaggia rovente, il mare tanto desiderato. Già ieri, quando la notizia dei valori oltre i limiti è esplosa su tutti i media nazionali, adulti e bambini giocavano in acqua. Tra gli ombrelloni non si è parlato d’altro per tutto il pomeriggio ed è così anche oggi. “Ci risiamo, il solito terrorismo mediatico”, commenta un riminese. “È strano perché le fogne sono chiuse, non ci sono stati scarichi in mare”, prova a rassicurare un operatore balneare che ha letto la notizia. “Sembra sia causa del riscaldamento globale”, afferma un bagnante che riporta l’ipotesi più accreditata al momento tra gli esperti.

Del resto la città era abituata ai divieti di balneazione per il rischio batterico prima della recente riqualificazione delle fogne. Anche in quel caso, dopo le piogge e la conseguente apertura degli sfioratori a mare, centinaia e centinaia di bagnanti non curanti della bandiera rossa si tuffavano in acqua.

Cos’è l’Escherichia coli 

Con il nome Escherichia coli (E. coli) si definisce un gruppo di batteri Gram-negativi che risiedono normalmente nell’ambiente, nei cibi e nell’intestino di soggetti sani ed animali. La maggior parte degli E. coli sono innocui, ma alcuni ceppi hanno acquisito geni che consentono loro di causare infezioni del tratto digerente provocando diarrea, infezioni delle vie urinarie, dell’apparato respiratorio con insorgenza di polmoniti ed ulteriori complicanze.

Chi può contrarre un’infezione da Escherichia coli

Persone di ogni età possono divenire infette; la popolazione più a rischio è rappresentata dai bambini (soprattutto i più piccoli sotto i 5 anni) e dagli anziani, con un aumentato rischio di sviluppo di sindrome emolitico uremica. Tuttavia anche bambini sani più grandi e gli adulti possono ammalarsi gravemente.

 

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