Se sei gay devi cambiare: libro choc in una scuola di Trento

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2015 0:21 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2015 0:21
Se sei gay devi cambiare: libro choc in una scuola di Trento

Se sei gay devi cambiare: libro choc in una scuola di Trento

TRENTO – Se sei gay devi cambiare. E’ quanto scritto in sostanza in un libro choc utilizzato per fare lezione in una scuola media paritaria di Trento. A segnalare il testo all’Arcigay è stata la mamma di una delle alunne che frequentano l’Istituto Arcivescovile. E il vicepreside della scuola, nonché docente di religione, Giampiero Guerra, ha confermato: il testo Voglio imparare ad amare di Gimmi Rizzi, edizioni Elledici è tuttora tra quelli adottati per l’educazione all’affettività degli studenti.

Il libro è raccapricciante fin nelle premesse: di fronte alle rivendicazioni degli omosessuali che pretendono di essere come tutti gli altri, spiega l’autore “è opportuno mettere in chiaro alcune cose” e cioè che l’omosessualità è “una tendenza contro il progetto di Dio” e che “un rapporto fra omosessuali è dunque sempre da condannare”.

Poi va ben oltre arrivando a postulare aberrazioni ampiamente sconfessate dalla scienza, secondo cui “all’origine dell’omosessualità non vi stanno cause genetiche”. Tradotto vuol dire che, secondo l’autore, gay non si nasce ma si diventa a causa di “certe relazioni che il soggetto ha vissuto in famiglia e in altri ambienti che lo hanno portato ad un disordine nella costruzione della propria identità sessuale (per es. bisogni affettivi non soddisfatti durante l’infanzia)”. Per queste ragioni, prosegue illogico, “è alquanto opportuno accompagnare l’omosessuale perché MODIFICHI IL SUO ORIENTAMENTO SESSUALE“. Con tanto di maiuscolo a evidenziare il messaggio omofobico.

E’ bene precisare che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, l’omosessualità è una variante naturale della sessualità umana e non è dovuta a squilibri psichici o emotivi né tantomeno l’orientamento sessuale è modificabile mediante pseudo-interventi terapeutici.

La mamma di Trento, racconta Elena Tebano sulla 27esima Ora del Corriere della Sera  in un primo momento non ha pensato di lamentarsi con la scuola:

“Ne abbiamo parlato in famiglia, anche con gli altri miei figli, e ho visto che sapevano che le affermazioni del libro erano false. In più la scuola stava per finire, c’era l’esame in vista e ho deciso di lasciar perdere – dice al telefono – Poi qualche tempo fa ho incontrato la madre di un ex compagno di mia figlia che non aveva visto il libro, ne abbiamo parlato e abbiamo deciso insieme di rivolgerci ad Arcigay, perché i nostri figli ormai non frequentano più la scuola.

Meglio tardi che mai, intanto resta il fatto che l’Istituto Arcivescovile, pur essendo una scuola cattolica è comunque una parificata che come osserva Paolo Zanella, presidente trentino dell’associazione lgbt, “svolge un ruolo pubblico. Non può sostenere posizioni antiscientifiche durante le lezioni. È come se insegnasse ai ragazzi che il sole gira intorno alla terra”.