Strage di Ustica, marinaio Usa: “Quella sera abbattemmo due Mig libici”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 dicembre 2017 13:59 | Ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2017 13:59
Strage-Ustica-Usa

I resti del Dc-9 Itavia abbattuto nei cieli di Ustica (Foto Ansa)

ROMA – Potrebbero davvero essere stati i militari americani ad abbattere il volo Dc-9 dell’Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno del 1980 con 81 persone a bordo tra passeggeri e membri dell’equipaggio. A dirlo è, trentasette ani dopo, una nuova testimonianza raccolta da Andrea Purgatori, che da anni segue il caso.

La testimonianza, riportata anche dal Corriere della Seraè quella di Brian Sandlin, all’epoca marinaio sulla Saratoga destinata dagli Stati Uniti al pattugliamento del mar Mediterraneo, intervistato nel programma Atlantide di La7 da Andrea Purgatori, autore della prima ricostruzione sulla vicenda.

Sandlin racconta ciò che vide la sera del 27 giugno 1980. Dalla plancia della nave che stazionava a poche miglia dal golfo di Napoli, assistette al rientro da una missione speciale di due Phantom disarmati, scarichi. Aerei che sarebbero serviti ad abbattere altrettanti Mig libici in volo proprio lungo la traiettoria aerea del Dc-9.

“Quella sera – racconta l’ex marinaio – ci hanno detto che avevamo abbattuto due Mig libici. Era quella la ragione per cui siamo salpati: mettere alla prova la Libia”. Un’affermazione che attesterebbe uno scenario di guerra sui cieli italiani in quegli anni e dunque farebbe riemergere per la strage di Ustica “l’ipotesi del volo colpito per errore”, spiega Ilaria Sacchettoni sul Corriere.

Il testimone parla anche dell’atmosfera che si respirò nei giorni successivi: “Ricordo che in plancia c’era un silenzio assoluto. Non era consentito parlare, non potevamo neppure berci una tazza di caffè o fumare. Gli ufficiali si comportavano in modo professionale ma parlavano poco fra loro”.

La sensazione diffusa è quella di aver commesso qualcosa di enorme. Il silenzio in tutti questi anni è stato motivato dalla paura, spiega il testimone, che decide di parlare oggi, con scenari internazionali completamente cambiati. E l’ex marinaio americano smentisce anche verità ufficiali, come quella del Pentagono sul fatto che, quella notte, i radar della Saratoga sarebbero stati spenti per non disturbare le frequenze televisive italiane. Impossibile, dice l’uomo, mai e poi mai una nave così avrebbe potuto spegnere i radar.

 

 

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