Studenti università Milano rischiano 15 anni per “devastazione”

Studenti università Milano rischiano 15 anni per "devastazione"
Studenti protestano a Milano (LaPresse)

MILANO – Rischiano di essere condannati a 15 anni di carcere 19 studenti che, nel dicembre del 2008 nel corso delle proteste del cosiddetto movimento ‘Onda’, occuparono l’Università Statale di Milano portando via, secondo le indagini, dalla mensa e dal bar dell’ateneo un ‘‘ingente quantitativo di derrate alimentari” e danneggiarono alcuni locali dell’edificio. I giovani, infatti, sono accusati di ”devastazione e saccheggio”, reato che prevede una pena compresa tra un minimo di 8 anni e un massimo, appunto, di 15 anni di reclusione. E’ quanto emerge dall’avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di processo, notificato dalla Procura di Milano agli studenti che rispondono anche di violenza privata e interruzione di pubblico servizio.

”L’accusa – ha spiegato uno dei legali, l’avvocato Mauro Straini – sembra sovradimensionata. Non si è mai vista – ha aggiunto – un’accusa di devastazione per aver passato una notte in Università”. La devastazione ”è un reato contro l’ordine pubblico – ha spiegato ancora il difensore – e qui non parliamo di un’occupazione militare, ma stiamo parlando di un’occupazione studentesca”. Secondo l’ipotesi d’accusa della Procura, invece, gli studenti avrebbero compiuto una ”pluralità di atti aggressivi e pericolosi (…) col fine evidente di occupare, danneggiare, depredare e di assumere il controllo della sede universitaria, compromettendo l’ordine pubblico”.

Gli inquirenti sottolineano, inoltre, che quell’occupazione, iniziata il 2 dicembre 2008 nel pieno delle contestazioni studentesche dell”Onda’, nei primi giorni era rimasta nei limiti di una protesta ”pacifica”, ma poi si era trasformata in veri e propri atti di ”violenza”. Prima erano stati sbarrati ”gli accessi” dell’Università, impendendo al Rettore (che ha presentato la denuncia), ai professori e al personale di entrare e costringendoli ”a tollerare la loro presenza all’interno della struttura”. Poi, stando sempre al capo di imputazione, gli studenti, oltre a portare via cibi e bevande dalla mensa e dal bar dell’Università (nella lunga lista di ”derrate” ci sono anche 7kg di prosciutto e 3 bottiglie di whisky) avrebbero forzato e manomesso le serrature di alcune porte, tra cui quella dell’ingresso ”del Rettorato” e quelle della ”guardiola della portineria” e ”del punto vendita Cusl”. I giovani avrebbero poi danneggiato anche ”numerose porte antipanico” e distrutto l’insegna ”luminosa del punto vendita Cusl” e il portone dell’Aula Magna. Sempre secondo l’accusa, infine, gli studenti avrebbero sradicato l’intonaco da alcuni muri e avrebbero anche causato ”l’assoluto degrado dell’intero piano terra del settore didattico e delle salette dell’Aula Magna, le cui pareti e porte interne risultavano interamente coperte di scritte e disegni vari”. Gli altri capi di imputazione cadranno in prescrizione nei prossimi mesi, mentre l’accusa più pesante, quella di devastazione e saccheggio, non si prescriverà fino al 2023.

 

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