Tarantini ai pm: “Senza i guai avrei concluso l’affare Isoradio”

Pubblicato il 20 Settembre 2011 20:56 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 21:27

NAPOLI, 20 SET – Se non fosse stato per le sue ”vicende giudiziarie”, Gianpaolo Tarantini e’ ”certo” che, nel 2009, sarebbe andata in porto ”l’operazione Isoradio”. Lo afferma, in un verbale d’interrogatorio finora inedito, lo stesso ‘Gianpi’, che spiega come lui e il suo socio Enrico Intini stessero per ottenere in subappalto da Finmeccanica i lavori per l’ammodernamento della rete Isoradio sull’intera tratta autostradale. E l’imprenditore barese avrebbe ricevuto un minimo garantito di 150mila euro all’anno. Nella stessa occasione Tarantini ha anche detto di non aver parlato a Silvio Berlusconi di appalti illeciti.

L’interrogatorio e’ stato reso nel 2009 ai pm di Napoli D’Onofrio, Falcone e Filippelli, che indagano su presunte irregolarita’ negli appalti di Finmeccanica, in particolare nel settore sicurezza e per la realizzazione della Cittadella della Polizia: il verbale e’ stato utilizzato dai pm Curcio, Piscitelli e Woodcock nell’ambito dell’inchiesta sul presunto ricatto al premier e offre lo spunto per una serie di domande nell’audizione del 12 settembre scorso. ”L’intenzione di Intini – dice Tarantini nel 2009 – era quella di entrare in una white list della Protezione Civile, vale a dire in un elenco di ditte preferenziale a cui ricorre in caso di emergenza Bertolaso senza dare corso a gare. Intini mi confido’ di aver gia’ avuto in passato un incontro con Bertolaso, ai tempi del governo Prodi, a cui si era presentato accompagnato da De Santis e dal dott. Francesco Boccia, politico barese del Pd, incontro sponsorizzato da D’Alema e finalizzato al medesimo inserimento nella white list. L’incontro avvenne presso il Dipartimento della Protezione civile… Bertolaso fu molto vago di fronte alle nostre proposte. Ci disse che non era possibile inserire l’impresa di Intini nella white list senza dare particolari spiegazioni, proponendo peraltro a Intini di entrare in una societa’ mista Finmeccanica-Protezione Civile (Selex Pro o Selectra o qualcosa di simile delle cui gare si occupava il dott. Domenico Lunanuova) che da poco era stata creata e che si sarebbe occupata di emergenze e di calamita’ naturali, nonche’ di ponti radio su rete stradale, di installazioni di satelliti e di fibre ottiche. Nel corso dell’incontro, quando Bertolaso ci fece quella proposta, Intini sbarro’ gli occhi dicendo che quello era uno dei suoi sogni. Anche perche’ Bertolaso aveva spiegato che per il futuro quella societa’ si sarebbe occupata di tutte le emergenze facenti capo alla Protezione Civile”.

Tarantini racconta che dopo il colloquio con Bertolaso, Intini incontro’ l’amministratore della societa’ mista, Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini. La Grossi, dopo essersi consultata con i suoi legali, nel febbraio 2009 disse che era impossibile per la societa’ di Intini partecipare alla societa’ mista. ”Fu cosi’ – afferma Tarantini – che puntammo decisamente e tutto sull’opzione alternativa, per intenderci, quella dell’affidamento ai subappalti. Anche questo progetto non e’ andato piu’ a buon fine, almeno per quanto e’ a mia conoscenza, a seguito delle mie note vicende giudiziarie. Sono certo che, se non avessi avuto queste vicissitudini, al massimo nel mese di luglio 2009 avrei concluso la ‘operazione Isoradio’ e intascato, insieme a Intini, la gran parte dell’importo di quell’appalto”. Nello stesso interrogatorio Gianpi spiega anche che Intini aveva ”un grosso interesse nella realizzazione delle caserme e delle carceri e anche questi suoi progetti era intenzionato a proporre al presidente Berlusconi”. ”Alla fine – aggiunge Tarantini – d’accordo tra noi si opto’ per una presentazione con Bertolaso che mi sembro’ l’unica delle cose ‘piu’ pulita’, nel senso di lecita, che Intini mi aveva proposto, in quanto mi chiedeva esclusivamente di poter essere presentato a Bertolaso. Per tutte le altre proposte pensai che non era il caso di parlarne con il presidente del Consiglio in quanto ritenevo che potessero presentare profili di illiceita”’.