Terrorismo, Espresso: ricercati 2 libici a Roma, in zone Esquilino e Pigneto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2015 16:36 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 16:36
Terrorismo, Espresso: ricercati 2 libici a Roma, in zone Esquilino e Pigneto

L’articolo di Emiliano Fittipaldi su L’Espresso

ROMA – Due libici che hanno tentato di comprare armi nel mercato nero sono ricercati dall’antiterrorismo a Roma. La caccia è in corso soprattutto nelle zone dell’Esquilino e del Pigneto, dove è consistente la presenza di nordafricani. Ne dà notizia in esclusiva Emiliano Fittipaldi su L’Espresso, citando i servizi antiterrorismo dei carabinieri.

L’Espresso ha anche pubblicato l’identikit dei due uomini: si tratta di un individuo coi capelli corti, alto poco più di un metro e settanta, di età fra i 25 e i 30 anni; e di un altro più giovane, fra i 20 e 25 anni, alto più di un metro e ottanta e con capelli a mezzo collo e treccine tipo rasta. Entrambi libici. Scrive Fittipaldi:

“sono considerati molto pericolosi, e poco tempo fa hanno tentato di comprare armi da fuoco sul mercato nero della Capitale. Così facendo si sono traditi: qualcuno ha capito le loro intenzioni, ha sentito puzza di bruciato e ha subito informato i servizi antiterrorismo, che ora stanno setacciando la Capitale per arrestarli.

[…] «Si tratta di soggetti islamici pericolosi, sospettatati di terrorismo» si legge nella nota che l’Arma ha girato ai suoi uomini sul territorio. «Caso rintraccio fermarli con le dovute precauzioni, perquisirli sul posto e accompagnarli in caserma, informandone subito il comandante». Si sospetta che i due siano ancora nel centro della città: le ricerche si stanno concentrando nel quartiere dell’Esquilino e del Pigneto, le zone multietniche della Capitale con due moschee molto frequentate.

Nessuno sa perché i due libici (così si sono dichiarati ai potenziali “venditori”) volessero acquistare armi illegalmente, né quali siano i loro obiettivi. […] «Noi controlliamo i potenziali attentatori e i foreign fighters che hanno combattuto in Siria e in Iraq, li seguiamo uno a uno» chiarisce una qualificata fonte dell’antiterrorismo. «In Italia ne monitoriamo qualche decina, alcuni sono pure italiani. Ma temiamo anche le azioni militari di cani sciolti che non abbiamo ancora identificato. Il rischio di emulazione dopo le stragi di Charlie Hebdo e di Copenaghen è enorme»