Tirrenia in sciopero: ferme 5 navi, corteo di protesta a Napoli

Pubblicato il 22 Novembre 2010 19:53 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2010 21:37

tirreniaCinque navi ferme in porto, cortei di proteste a Napoli, presidi dei lavoratori da Genova a Bari. Si e’ svolto cosi’ lo sciopero di 24 ore del personale Tirrenia proclamato dai sindacati dei trasporti contro la decisione unilaterale del commissario straordinario Giancarlo D’Andrea di avviare la procedura per il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, a partire da dicembre, per 722 marittimi della compagnia e per chiedere il rispetto degli impegni assunti dal Governo e dal Commissario, a tutela dell’occupazione e delle condizioni di lavoro. Per queste stesse ragioni domani i sindacati, in occasione di un nuovo incontro al Ministero del lavoro per la procedura di cig, hanno gia’ annunciato che respingeranno la richiesta di cassa integrazione.

Lo sciopero ha interessato tutte le corse con orario di partenza programmato per oggi: sono cinque le navi rimaste ancorate in porto, tutte in partenza in serata: Napoli-Palermo, Palermo-Napoli, Cagliari-Napoli, Bari-Durazzo e il collegamento merci Ravenna-Catania. Sono invece salpati i traghetti che coprono i collegamenti minimi essenziali, che vengono garantiti per legge: ovvero, le linee passeggeri Genova-Porto Torres e ritorno; Civitavecchia-Cagliari e ritorno; Civitavecchia-Olbia e ritorno; Termoli – Isole Tremiti e ritorno; e la linea merci Genova-Livorno-Cagliari e ritorno. Le navi in partenza da Genova e da Civitavecchia per la Sardegna hanno comunque effettuato un ritardo ‘simbolico’.

La protesta dei lavoratori Tirrenia e’ stata sottolineata anche con cortei e presidi molto partecipati in varie citta’: a Genova, Civitavecchia, Bari e Napoli. Il capoluogo partenopeo, in particolare, e’ stato teatro di un corteo di circa 500 lavoratori tra amministrativi e personale marittimo, conclusosi con un sit-in piazza del Plebiscito e un incontro in Prefettura. ”Abbiamo ribadito la richiesta di un intervento sul governo nazionale, sui ministeri competenti e sul presidente della Regione per il ritiro delle procedure della cassa integrazione, per bloccare la sospensione delle linee Bari-Durazzo e Genova-Olbia-Arbatax e quindi mantenere i servizi dell’azienda”, ha spiegato il segretario generale della Filt-Cgil Campania, Mario Salsano.

Anche a Genova le delegazioni di lavoratori hanno incontrato il prefetto, ottenendo impegni a sollecitare il Commissario per la salvaguardia dell’occupazione. A Venezia, secondo quanto riferito dai sindacati, ha scioperato circa il 90% del personale della Divisione Adriatica.