I tre giorni della canicola, il governo si mobilita contro il caldo

Pubblicato il 6 Luglio 2010 17:55 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2010 17:56

Ferruccio Fazio

Per evitare che nell’immaginario popolare si possa dire: si bolle, governo cuoco, il governo, quello vero, si mobilita contro il caldo. L’annuncio è ufficiale e solenne: il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha convocato Regioni e Comuni. Non è chiaro cosa possano fare sottosegretari e assessori, comunque vigileranno. E, nel caso, adotteranno non precisate “misure d’emergenza”. Escludendo possano denunciare un complotto della temperatura, resta l’ipotesi di una pioggia di annunci tramite telegiornali: non uscite di casa nelle ore calde, dalle 12 alle 18, bevete anche se non avete sete, non mangiate pesante… Grazie, lo sapevamo.

Altre misure ovviamente allo studio sono l’ottimismo refrigerante, insomma non sudate troppo e se avete l’aria condizionata, non sparatela a palla. Al di là della chiacchiera surriscaldata, Fazio e i responsabili dei governi locali tenteranno di predisporre presidi sanitari forniti di personale per accogliere e assistere chi dovesse essere colto da malore. Insomma la mobilitazione del governo farà quel che può, poco nei fatti perchè il caldo prima o poi passa e non c’è governo che lo abbatta. Molto dal punto di vista psicologico perchè l’opinione pubblica si è abituata a imputare ai governanti tutto, anche i quaranta gradi. Quindi Fazio cercherà di far sì che la “temperatura percepita” dell’impegno governativo sia anch’essa alta.

La mossa del governo viaggia in contemporanea con l’annuncio meteo: caldo in crescita almeno fino a venerdi sera. Quindi altri tre giorni pieni di disagio e “allarmi”. L’ondata di calore non lascerà l’Italia prima di venerdì. Fino ad allora le temperature continueranno ad aumentare. Anche oggi, martedì 6 luglio, complice l’umidità elevata, si sono registrate temperature record vicine ai 40 gradi. In cinque città – Bolzano, Brescia, Milano, Perugia e Torino – l’allerta ha raggiunto il livello massimo. E in altre cinque città – Verona, Roma, Rieti, Frosinone e Firenze – il livello d’allerta è fermo a quota 2. Si suda, ma il governo è attento e soffia su di noi.