Vicenza, contrari alle nozze della figlia: sequestrano e pestano a sangue marito

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2014 15:08 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2014 15:08
Vicenza, contrari alle nozze della figlia: sequestrano e pestano a sangue marito

Vicenza, contrari alle nozze della figlia: sequestrano e pestano a sangue marito

VICENZA – Lui, ex pugile di 41 anni, non era la persona giusta per lei, impiegata di 27 anni. Troppo violento, almeno secondo il giudizio dei genitori della ragazza, contrari al matrimonio perché convinti che l’uomo la stesse plagiando. Per questo, hanno sequestrato il marito della figlia, armati di corda, coltello, una frusta artigianale e pure acido muriatico. Lo hanno pestato brutalmente, minacciato, convinto a firmare una sorta di liberatoria e scaricato in aperta campagna. E’ accaduto mercoledì mattina a Trissino, in provincia di Vicenza. Maurizio Pastore, Serenella Luciani e Mirko Pastore, rispettivamente padre, madre e fratello della ragazza sono stati arrestati.

Maurizio Pastore, autostrasportatore di 62 anni, sua moglie Serenella, anni 52, e il loro figlio Mirko, tecnico informatico di 25, hanno pianificato tutto nei minimi dettagli. Mercoledì mattina all’alba si sono appostati nel piazzale del supermercato GB Ramonda di Trissino a bordo di due auto coi vetri oscurati, muniti di binocoli e berretti. Attendevano l’arrivo della figlia che alle 8.30 aveva un appuntamento presso lo studio medico che si trova sopra al supermercato.

Padre e figlio si sono occupati del marito della donna: lo hanno accecato con uno spray urticante, legato con una corda al collo, legato al sedile con del nastro adesivo e minacciato con un coltello. Della figlia si è invece occupata la madre che l’ha stordita con un batuffolo imbevuto di cloroformio, sottraendole il cellulare per evitare che chiamasse aiuto. Quindi si sono diretti in aperta campagna dove hanno pestato a sangue l’ex pugile, gettandogli persino dell’acido muriatico sulle mani. Così lo hanno convinto a firmare una liberatoria in cui si descriveva come un pessimo marito e si impegnava a chiedere il divorzio. Infine lo hanno scaricato a Nogara.

La loro “colpa”: essersi sposati civilmente a marzo scorso contro il volere dei genitori di lei. Grazie all’allarme lanciato da alcuni cittadini i familiari della ragazza sono stati infine arrestati. La lista dei reati di cui dovranno rispondere è lunghissima: sequestro di persona pluriaggravato, rapina, violenza privata, lesioni pluriaggravate e porto di coltello. Il 41 enne è stato soccorso: era ridotto in gravissime condizioni.