Armeni, ministro turco rilancia contro il Papa: “Parla così perché argentino”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Aprile 2015 17:58 | Ultimo aggiornamento: 13 Aprile 2015 17:58
Armeni, ministro turco rilancia contro il Papa: "Parla così perché argentino"

Armeni, ministro turco rilancia contro il Papa: “Parla così perché argentino”

ANKARA – Il ministro turco per gli affari europei, ovvero colui che dovrebbe mediare per includere un giorno Ankara nella Ue, rilancia la polemica sul genocidio armeno. A proposito di papa Francesco ha detto: “Parla così perché è argentino”.

La Turchia si è fortemente irritata perché, ricordando la ricorrenza del genocidio degli armeni da parte dei turchi, papa Francesco ha usato il termine “genocidio”. Ovvero un  progetto delittuoso che mira ad eliminare persone in massa proprio (e solamente) per la loro appartenenza etnica.

I turchi non hanno mai accettato questa definizione, nonostante un milione di armeni uccisi 100 anni fa. Lunedì il ministro per gli affari europei Volkan Bozkir ha dato una curiosa spiegazione del motivo secondo il quale papa Francesco si sarebbe espresso a difesa degli armeni: è perché viene dall’Argentina, un paese “che ha accolto i nazisti” e nel quale “la diaspora armena è dominante nel mondo della stampa e degli affari”.

Bozkir ha ribadito come altri esponenti del governo islamico che le parole del Papa sono “inaccettabili”. “Penso che abbia fatto questa dichiarazione perché argentino. Purtroppo in Argentina la diaspora armena è dominante nel mondo della stampa e degli affari” ha affermato. Bozkir, negoziatore capo per la candidatura turca all’Ue, ha aggiunto che l’Argentina “ha accolto i nazisti, principali responsabili dell’Olocausto degli Ebrei”.

La questione investe, seppur secondariamente, anche il nostro Paese vista la prossimità col Vaticano. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha preso posizione: “La durezza dei toni turchi non mi pare giustificata, anche tenendo conto del fatto che 15 anni fa Giovanni Paolo II si era espresso in modo analogo” a Papa Bergoglio.