Blog per denunciare i razzisti: scoppia la polemica negli Usa

Blog per denunciare i razzisti: scoppia la polemica negli Usa

NEW YORK – “Vorrei che il presidente Barack Obama e la sua famiglia bruciassero vivi nella residenza presidenziale”. “C’è un motivo per cui la chiama Casa Bianca“. “Vorrei che venisse reintrodotta la schiavitù”. Sono questi alcuni cinguettii su Twitter di uno studente del college dal Tennessee. Pochi giorni dopo i suoi commenti sono finiti su “Hello there, Racists!”. Qui i controversi cinguettii sono corredati di una foto dell’autore, un link al profilo Facebook del giovane e al suo datore di lavoro. Scopo della pagina è quello di raccogliere ed esporre i messaggi a sfondo razzista dei giovani americani, con tanto di indirizzi e foto degli autori. In molti casi appare pure la scuola che i protagonisti frequentano. La maggioranza sono soprattutto adolescenti.

Per questo motivo il blog è finito nella bufera. Diversi genitori dei ragazzi rimasti vittima della gogna pubblica hanno già presentato denuncia. Per un breve periodo la pagina è stata oscurata, nel frattempo è di nuovo online. Ciò nonostante, il gestore del blog si difende: “Nessuna compassione per questi giovani. Onestamente, con quelle stupide osservazioni si sono meritati tutte le conseguenze”. Così è stato anche per il ragazzo del Tennessee. Per colpa del suo tweet razzista è stato licenziato, si apprende sempre su Twitter.

Il blog denuncia-razzisti non è infatti visto di buon occhio. Dopo la rielezione di Obama i commenti a sfondo razziale sono tornati alla ribalta, ma molti giovani e le loro famiglie protestano perchè anche una volta cancellati i post, o dopo pubbliche scuse, i ragazzi vengono presi di mira lo stesso. Il Web in questi casi non dimentica. 

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