Coronavirus, in Islanda scoperte 40 mutazioni. “Diventerà più infettivo ma meno pericoloso”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 26 Marzo 2020 6:50 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 20:19
Coronavirus, in Islanda scoperte 40 mutazioni. "Diventerà più infettivo ma meno pericoloso"

Coronavirus, in Islanda scoperte 40 mutazioni. “Diventerà più infettivo ma meno pericoloso” (Foto Ansa)

REYKJAVIK – In Islanda, alcuni scienziati affermano di aver trovato 40 mutazioni di coronavirus analizzando i tamponi di 9.768 pazienti islandesi. Nel Paese  – che finora ha segnalato circa 600 casi e un decesso – i ricercatori utilizzando il sequenziamento genetico hanno identificato il numero di mutazioni.

Varianti genetiche che possono fungere da “impronte digitali” del virus così da indicare in quale parte del mondo ha avuto origine. Gli scienziati islandesi sono stati in grado di risalire al coronavirus in tre paesi europei: Austria, Italia – epicentro dell’epidemia europea – e in Inghilterra.

Man mano che evolvono, i virus presentano delle mutazioni il che può o meno indurli a reagire in modi diversi. Secondo gli scienziati l’infezione prima che si trasmettesse agli umani sarebbe rimasta nascosta per anni negli animali, forse addirittura decenni.

Studiare i virus attraverso la genomica aiuta a capire come reagiscono, il che aiuterà gli scienziati a combattere l’attuale pandemia. Le autorità sanitarie islandesi, insieme alla società privata DeCode Genetica, hanno testato 9.768 persone: i positivi, chi presentava sintomi o chi era ad alto rischio.  

Circa 5.000 volontari che non presentavano alcun sintomo si sono uniti allo studio, 48 dei quali sono risultati positivi. È stato eseguito il sequenziamento completo del genoma, che ha rivelato degli indizi su come si è evoluto il virus e sulla catena di trasmissione.

Le 40 varianti rientrano in tre gruppi che possono essere ricondotti a specifiche fonti di infezione, e secondo gli scienziati è “un esempio da manuale”. DeCode Genetica è stata in grado di rintracciare il modo in cui il virus è entrato in Islanda, una nazione insulare che ospita circa 365.000 persone.

Kári Stefánsson, direttore di DeCode Genetica ha spiegato: “Alcuni sono arrivati dall’Austria mentre in Italia c’è un altro tipo di persone infette. E un terzo tipo di virus è stato trovato nel Regno Unito: sette persone erano andate a una partita di calcio in Inghilterra”.

Lo studio non è stato ancora pubblicato, il che significa che non è stato esaminato da altri scienziati. Secondo Allan Randrup Thomsen, virologo dell’Università di Copenaghen ciò implica che il virus alla fine diventerà più contagioso, ma meno grave.

“È simile al modello (epidemiologico) che vediamo con l’influenza e possiamo conviverci. Non sto dicendo che sopravviveranno tutte le varianti, ma c’è una tendenza a svilupparsi in quel modo. Ciò significa che il virus può infettare di più perché è meglio adattato, ma non sono le varianti di virus che permettono alla malattia di sopravvivere. Queste sono le varianti che causano meno malattie”.

Fonte: Daily Mail