Coronavirus negli Usa, a New York arrivata la nave-ospedale militare Usns Comfort VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2020 19:09 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2020 19:09
Coronavirus negli Usa, a New York arrivata la nave-ospedale militare Usns Comfort VIDEO

Coronavirus negli Usa, a New York arrivata la nave-ospedale militare Usns Comfort (Foto Ansa)

NEW YORK  –  E’ arrivata a New York la nave-ospedale militare Usns Comfort, che darà un supporto alle operazioni messe in campo in città dal dipartimento della Difesa americana per affrontare l’emergenza coronavirus. La nave era partita da Norfolk, in Virginia. 

Nello Stato di New York, il più colpito dal virus con quasi 60mila contagi e mille morti, si lavora per aumentare la capacità degli ospedali già in affanno: è stato aperto un ospedale temporaneo da mille letti al Javits Center di Manhattan ed è quasi terminato un ospedale da campo da 68 posti a Central Park.

Coronavirus negli Usa, il cambio di passo di Trump

Dopo aver ipotizzato la riapertura dell’economia statunitense entro Pasqua e aver twittato che “la cura non può essere peggiore del problema in sé”, il presidente Donald Trump ha dovuto cedere all’avanzata del nuovo coronavirus nel Paese e ha annunciato la proroga delle attuali linee guida di contenimento fino al 30 aprile, in linea con quanto stanno facendo altri Paesi.

“Spero non debbano essere estese ulteriormente”, ha poi auspicato il presidente, parlando dal Giardino delle Rose alla Casa Bianca, durante il briefing della task force contro il coronavirus.

I casi confermati negli Usa sono 143.025, oltre quattro volte il numero riportato solo una settimana fa. I decessi sono aumentati ancora più vertiginosamente fino a superare quota 2.400. Anthony Fauci, a capo della task force anti-coronavirus della Casa Bianca, si è spinto fino a ipotizzare come “del tutto concepibile” che il numero di contagi possa salire a un milione.

Trump dunque ha dovuto riconoscere che se il numero di morti potesse essere contenuto a 100mila o meno, si sarà fatto “un ottimo lavoro”. Lo scenario più pessimistico sull’epidemia parlava di 2,2 milioni di morti.

Dopo New York, gli Stati di Maryland, Louisiana e Michigan potrebbero diventare i prossimi cluster dell’infezione, con i casi di contagio stanno salendo nei dintorni di Washington D.C., New Orleans e Detroit.

Il governatore del Maryland, il repubblicano Larry Hogan, ha criticato il presidente, che inizialmente voleva rilassare le misure di isolamento, spiegando che le sue dichiarazione erano dannose, perché contraddicevano lo sforzo che le amministrazioni locali stanno portando avanti per tenere le persone in casa e rallentare la diffusione del virus. (Fonti: Agi, YouTube)