Datagate, Usa a Hong Kong: “Arrestate Edward Snowden”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2013 8:16 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2013 8:27
Datagate, Usa a Hong Kong: "Arrestate Edward Snowden"

Edward Snowden (Foto Lapresse)

WASHINGTON – Quel che Edward Snowden temeva è successo: gli Stati Uniti hanno chiesto a Hong Kong di arrestarlo per spionaggio. E presto potrebbero chiederne l‘estradizione.

I procuratori federali della Virginia (dove ha sede la Booz Allen Hamilton, il colosso delle consulenze high-tech per cui lavorava Snowden) hanno presentato una denuncia penale nei confronti dell’ex consulente della Nsa (la National Security Agency), responsabile di aver divulgato le informazioni sul sistema di spionaggio americano Prism e sulle intercettazioni di massa ordinate dal governo di Washington.

Snowden, sottolinea il Washington Post che ha dato la notizia, è accusato di spionaggio e di furto di proprietà del governo, oltre che di diffusione di informazioni coperte da segreto di Stato.

Gli Usa hanno chiesto a Hong Kong di intervenire sulle base di un mandato di arresto provvisorio. Sarebbe pronta anche la richiesta di estradizione da Hong Kong negli Stati Uniti, anche se l’esito non è sicuro. Il trattato di estradizione Usa e l’ex colonia britannica include infatti un’eccezione per reati di carattere politico, cui Snowden potrebbe appellarsi.

Nelle ultime settimane sia l’opinione pubblica di Hong Kong sia quella cinese si sono pronunciate con forza contro l’estradizione di Snowden.

Intanto il Guardian ha pubblicato nuove rivelazioni fatte dalla “talpa” Snowden. In particolare ha scritto che l’agenzia di intelligence di Londra GChQ avrebbe intercettato in segreto “grandi quantità” di dati internet e telefonate sui cavi di fibra ottica in tutto il mondo, per poi condividere i contenuti con la National Security Agency americana.

Le conseguenze delle rivelazioni di Snowden continuano ad ampliarsi e potrebbero arrivare fino all’Onu. Il deputato russo Ruslan Gattarov, capo della Commissione per lo sviluppo della società dell’ informazione, vuole rivolgersi proprio alle Nazioni Unite perché si facciano garanti di Internet: “In modo che tutti, non solo gli Stati Uniti, abbiano accesso all’interruttore generale”, ha detto, riferendosi all’accesso dell’intelligence Usa ai server di giganti come Google, Facebook, Twitter e Microsoft.