Film anti-Islam, la Germania divisa: censurarlo o no?

Pubblicato il 19 settembre 2012 17:43 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 17:44
Hans-Peter Friedrich

Hans-Peter Friedrich (Foto Lapresse)

BERLINO – La libertà di espressione è considerato uno dei diritti fondamentali in Germania. Ma il film anti-Islam “L’innocenza di Maometto” rischia di metterla in pericolo.

Un gruppo populista di estrema destra chiamato “Pro Deutschland” (cioè “Pro Germania”) ha annunciato di voler proiettare a novembre il controverso film che ha ispirato gli attacchi alle sedi diplomatiche americane. Ma il solo annuncio di questa proiezione ha attirato l’attenzione della cancelliera Angela Merkel.

Addirittura Merkel è arrivata ad ammettere la possibilità di una censura al film se la pubblica sicurezza fosse a rischio, e ha spiegato che simili misure sono già state prese in considerazione dal governo.

La blasfemia in Germania è stata riconosciuta come reato fino al 1969. Oggi gli atti di blasfemia vengono condannati solo se mettono a rischio l’ordine pubblico.

Nella giurisprudenza tedesca c’è un precedente secondo cui chi insulta pubblicamente il contenuto di una religione o le ideologie in un modo che può disturbare l’ordine pubblico rischia una multa o la detenzione fino a tre anni.

Nel 2006 un tribunale del Nord Reno Westfalia impugnò proprio questa legge contro un pensionato che aveva stampato sulla carte igienica la frase  “Il Corano, il Santo Corano” e poi inviato la carta a 22 moschee tedesche. In quel caso la corte stabilì che l’atto dell’uomo non era protetto dal diritto di espressione perché aveva disturbato l’ordine pubblico.

I ministri degli Esteri, Guido Westerwelle, e della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger hanno chiesto che sia analizzato se una proiezione del film sia legale o meno. Westerwelle ha ricordato che “la Germania vuole dimostrare di essere un Paese tollerante”.

Molti commentatori e giornalisti tedeschi hanno detto che anche se i 14 minuti di film estratto da “L’innocenza dei musulmani” sono “spazzatura disgustosa”, la proiezione non dev’essere proibita, perché colpirebbe il diritto di libertà di espressione.

Il quotidiano conservatore Die Welt ha scritto: “Il piccolo partito di estrema destra Pro Duetschland vuole proiettare in un cinema di Berlino il video sul Profeta Maometto che migliaia di estremisti religiosi nel mondo islamico hanno sequestrato, tra le proteste alle ambasciate americane, fino all’omicidio di quattro americani tra cui l’ambasciatore in Libia Chris Stevens. Questa proposta è una buona idea? Chiaramente no. E’ la presentazione nondimeno legittima? Chiaramente sì. La libertà di fare arte è estesa al kitsch e alla propaganda. Qualunque altra cosa porta all’autocensura”.

Scrive sempre il Welt: “Coloro che hanno sperato che i Paesi del Nord Africa avrebbe trovato la loro strada verso una società secolarizzata dopo la primavera araba avevano torto, è stato provato. In quasi tutti gli Stati arabi del post rivoluzione, gli Islamici sono i favoriti, i governi sono deboli, il monopolio statale dell’energia non esiste più o è troppo debole”.

Per il giornale di centro-sinistra Suddeutsche Zeitung “Chi vede quei 14 minuti di film ha voglia di vomitare. Si è disgustati dal tono squallido e dalla produzione da quattro soldi che ritrae Maometto come un criminale violento guidato dai propri desideri. Si è ancora più disgustati dalle ciniche motivazione dei produttori e distributori della rete di predicatori di odio cristiani. Volevano appiccare un incendio. Volevano dare sfogo ai loro rancori per provocare gli Altri e far vedere al mondo quanto sono violenti. Ora le ambasciate vengono date alle fiamme, molte persone sono morte, i militanti musulmani hanno mano libera. E uno vorrebbe vomitare ancora: perché è un segno dei tempi, e non solo un’aberrazione”.

La Suddeutsche Zeitung ha anche scritto di poter capire perché Merkel ha detto di aver visto delle “buone ragioni” per vietare le proiezioni pubbliche del film, pur ammettendo che “una censura non aiuterebbe. Il film in sé non ha contenuti criminali. E’ disgustoso, ma essere primitivo e pieno di odio non è un crimine. E la stessa possibilità che attenti all’ordine pubblico non è un motivo sufficiente per una censura. Le temute sommosse non devono limitare la libertà di opinione”.

“Bandire il film, scrive sempre la Suddeutsche Zeitung, darebbe agli estremisti di Pro Deutschland l’opportunità di apparire come martiri della libertà di opinione”.

Il Financial Times Deutschland ha scritto che se le autorità tedesche “si piegassero agli Islamici e proibissero la proiezione del film per paura delle proteste sarebbe una vittoria degli estremisti. Non possiamo evitare che gli Islamici prendano il potere in altri Paesi arabi, anche se non ci aspettavamo che la democrazia in quelle regioni diventasse questo. MA possiamo e dobbiamo evitare che gli Islamisti influenzino le decisioni politiche in Europa. Il film “L’Innocenza dei musulmani” dev’essere proibito solo se quella spazzatura viola chiaramente la legge tedesca”.

Il tabloid Bild scrive: “Il film anti-Islam che ha causato terribili proteste in mezzo mondo dovrebbe essere vietato in Germania? La risposta dev’essere: NO!. Si tratta della libertà di opinione nel nostro Paese, di quella che dovrebbe essere il fondamento più importante della nostra democrazia. Viviamo nel 2012 insieme a fanatici ed estremisti Islamici. Ma secoli ci separano in quanto a mentalità”.

 

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