Arrigoni impiccato? Hamas: “E’ stato Israele”

Pubblicato il 15 Aprile 2011 20:21 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2011 20:43

Vittorio Arrigoni nelle mani dei suoi assassini

ROMA – Israele sarebbe implicata nell’uccisione dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni. L’ipotesi viene formulata dal quotidiano israeliano Haaretz, che titola: “Un capo di Hamas avanza il sospetto che Israele abbia ucciso l’attivista italiano per intimidire i membri della prossima Flottiglia diretta a Gaza”.

Haaretz cita Mahmoud Zahar, uno dei fondatori di Hamas. Secondo Zahar Israele avrebbe architettato l’uccisione dell’italiano: “Un crimine così orribile non può essere commesso senza che ci siano stati accordi tra tutte le parti interessate a mantenere il blocco imposto su Gaza”.

Una delle prime versioni sul sequestro e sull’omicidio dell’attivista filo-palestinese parlava di un atto compiuto da un commando ultr-estremista salafita. Il Guardian cita il movimento al-Tawhid wal-Jihad, nome con cui era chiamata originariamente al Qaeda in Iraq. Ma lo stesso movimento ha emesso un emesso un comunicato in cui si dichiara estraneo alla vicenda.

Arrigoni era un attivista pro Palestina

L’attivista del Movimento per la solidarietà nazionale è stato trovato impiccato in un appartamento di Gaza City, secondo quanto scrive Haaretz riportando anche fonti dell’Associated Press.

Tra i tanti lati oscuri della vicenda c’è anche quello della modalità con cui è stato ucciso l’attivista lecchese. Se Haaretz, Bbc e Daily Mail parlano di impiccagione, Guardian e New York Times affermano che l’uomo è stato strangolato. Ma al di là delle modalità, a destare dubbi è tutta la dinamica del sequestro, e l’omicidio arrivato, secondo l’anatomopatologo palestinese che ha fatto l’autopsia – citato dal New York Times – ben 24 ore prima della scadenza dell’ultimatum di 30 ore. Come a dimostrare che non c’è mai stato una vera intenzione di liberarlo.

Che Israele non ami molto gli attivisti lo ricorda lo stesso Haaretz: Rachel Corrie, pacifista dello stesso Movimento per la solidarietà internazionale, venne uccisa nel sud della Striscia di Gaza da un bulldozer israeliano che stava cercando di bloccare nel 2003. Un attivista britannico presente nello stesso gruppo venne “fatalmente ucciso” a colpi d’arma da fuoco da un soldato israeliano nella stessa area e nello stesso anno.

Vittorio Arrigoni

E poi perché proprio un italiano? Forse perché la rilevanza internazionale dell’Italia è sempre minore, e quindi la possibilità di una rappresaglia?

L’uccisione di Arrigoni è stata condannata in termini molto duri sia da Hamas sia dai moderati dell’ Autorità nazionale palestinese (Anp). A nome dell’Anp il negoziatore Saeb Erekat ha affermato che si è trattato di un ”crimine odioso che non ha niente a che vedere con la nostra storia e con la nostra religione”.

L’attivista italiano erano molto noto a Gaza dove lavorava da tempo per conto dell’International Solidarity Movement, una Ong votata alla causa palestinese. Aveva partecipato in passato fra l’altro alla missione di una delle prime flottiglie salpate per sfidare il blocco marittimo imposto da Israele all’enclave dopo la presa del potere di Hamas nel 2007, seguita all’estromissione violenta dell’Anp del presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas).