Google ricompensa chi l’ha comprato: lui fa beneficenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2015 14:23 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2015 14:23
Google ricompensa chi l'ha comprato: lui fa beneficenza

Google ricompensa chi l’ha comprato: lui fa beneficenza

SAN FRANCISCO – Google ha ricompensato Sanmay Ved, l’informatico ed ex dipendente che lo scorso 29 settembre ha acquistato per 10 euro il dominio di Google.com. Ved per un bug nel sistema è stato proprietario di Google per appena un minuto, poi tutto è tornato al legittimo proprietario che ha deciso di ricompensarlo. L’uomo però non vuole soldi e ha deciso di donare l’intera ricompensa in beneficenza.

Vincenzo Scagliarini sul Corriere della sera scrive che l’uomo ha spiegato di non essere interessato ai soldi della ricompensa, che non è stata rivelata ma sarebbe superiore ai 10mila dollari, e che su Facebook Ved ha scritto:

“«Ho scelto che la donazione venga indirizzata al programma educativo della Art of Living, che si occupa di gestire 404 scuole distribuite attraverso 18 stati dell’India, offre un’istruzione gratuita a più di 39.200 bambini provenienti dalle periferie degradate, dalle tribù e dalle campagne, luoghi dove sono molto diffuse povertà e lavoro minorile». Ma non è tutto: il gigante delle ricerche web è rimasto così colpito dal gesto del ragazzo che ha raddoppiato il denaro offerto in beneficenza.

Ved in passato è stato un dipendente Google e continua ad amare la società fondata da Sergey Brin e Larry Page. Lo si capisce dalle sue foto sui social network, dove il ragazzo appare con una felpa o una t-shirt con il caratteri tondeggianti della Grande G. Ora Ved sta per completare un Mba al Babson College (un prestigioso percorso post universitario in materie manageriali). Ha sempre avuto a cuore i progetti educativi. E, nonostante le materie che sta studiando, non è mai stato attaccato ai soldi: «Il denaro non m’interessa. Tutto ciò non ha mai avuto a che fare con i soldi. Voglio dare un buon esempio e dimostrare che le persone che vanno a caccia di bug non sempre lo fanno per denaro», ha raccontato alla testata Business Insider”.