Kerala, ritirata l’accusa di terrorismo nei confronti dei marò

Pubblicato il 30 Maggio 2012 10:44 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 11:15

NEW DELHI – I rappresentanti legali dello Stato del Kerala hanno rinunciato all'accusa di terrorismo nei confronti dei marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.

La decisione è stata presa durante l'udienza all'Alta Corte di Kochi sulla richiesta italiana di libertà dietro cauzione ('bail') per i due fucilieri della Marina

L'avvocato che rappresentava gli interessi dello Stato del Kerala è intervenuto nel dibattito su questo argomento rinunciando ad insistere nell' applicazione di una Convenzione la cui terza sezione, dai termini duri, avrebbe praticamente impedito di prendere in considerazione il beneficio della libertà su cauzione.

Il legale ha comunque chiesto che, nel caso di una concessione della clausola del 'bail', il giudice ponga strette norme per garantire la reperibilità dei marò in occasione di un futuro processo.

La convenzione, nota come ''Sua Act'' (Suppression of Unlawful Acts against the Safety of Maritime Navigation, 1988) o anche ''Convenzione Lauro'' (perché nata in seguito al dirottamento dell'Achille Lauro'' era stata citata dai rappresentanti del Kerala per giustificare l'applicabilità delle leggi indiane in acque internazionali.

In particolare, il ''Sua Act'' definisce il ''terrorismo marittimo'' come dirottamento di una nave, violenza contro le persone che si trovano a bordo o danneggiamento della nave o del suo carico.

Secondo l'accusa indiana, nella definizione di ''nave'' rientrava anche quello del peschereccio ''attaccato'' dalla petroliera Enrica Lexie.