Pakistan, strage in moschea: 40 morti

Fra le quattro e le sette persone, ha detto un portavoce militare, sono entrate in azione appena dopo le preghiere della Jumma sulla spianata della moschea, che si trova vicino al Qasim Market ma soprattutto che dista poche centinaia di metri dal quartier generale dell’Esercito

La moschea era piena di fedeli in preghiera quando è stata attaccata da un commando armato nella zona di Westridge a Rawalpindi, nel Pakistan orientale, causando secondo l’ultimo bilancio della polizia regionale (Rpo) 40 morti e 80 feriti. Tra le vittime vi sono alcune donne e bambini e numerosi ufficiali e soldati dell’Esercito. Il numero dei morti potrebbe salire ancora.

Fra le quattro e le sette persone, ha detto un portavoce militare, sono entrate in azione appena dopo le preghiere della Jumma sulla spianata della moschea, che si trova vicino al Qasim Market ma soprattutto che dista poche centinaia di metri dal quartier generale dell’Esercito.

Vi è stato prima un lancio di bombe a mano e subito dopo una fitta sparatoria sui fedeli. I servizi di sicurezza della moschea hanno risposto al fuoco uccidendo, secondo le prima informazioni, tre degli attaccanti. Secondo l’emittente Dawn News, una volta all’interno della moschea alcuni membri del commando hanno attivato le cariche esplosive che portavano indosso.

Il ministro dell’Interno pachistano, Rehman Malik, ha precisato che «il tetto della moschea è crollato». Il bilancio ufficiale delle vittime fornito dal governo, modificato più volte al rialzo man mano che le ambulanze scaricavano i corpi dei fedeli negli ospedali, è stato fissato da Malik in 35 morti e 50 feriti. Le massime autorità pachistane hanno condannato il massacro, chiedendo un’approfondita inchiesta sull’accaduto.

Lo riporta l’Ansa.

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