Papa Francesco: “Mondo non sia inerte su persecuzione cristiani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Aprile 2015 - 12:37 OLTRE 6 MESI FA
Papa Francesco: "Mondo non sia inerte su persecuzione cristiani"

Papa Francesco: “Mondo non sia inerte su persecuzione cristiani”

CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa ha chiesto protezione per i “perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati per il solo fatto di essere cristiani. Auspico – ha detto – che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine”, “preoccupante deriva dei diritti umani”, e non “giri lo sguardo dall’altra parte”.

 “In questo bel clima pasquale saluto cordialmente – ha detto il Papa dopo aver recitato il Regina Coeli davanti a piazza San Pietro affollata da turisti e fedeli – tutti voi, cari pellegrini venuti dall’Italia e da varie parti del mondo per partecipare a questo momento di preghiera. In particolare, sono lieto di accogliere la delegazione del Movimento Shalom, che è arrivata all’ultima tappa della staffetta solidale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo.

Il vostro itinerario sulle strade – ha aggiunto – è finito, ma deve continuare da parte di tutti il cammino spirituale di preghiera, preghiera intensa, di partecipazione concreta e di aiuto tangibile in difesa e protezione dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perseguitati, esiliati, uccisi, decapitati, per il solo fatto di essere cristiani.

Loro sono i nostri martiri di oggi e sono tanti, possiamo tanti, possiamo dire che siano più numerosi che i primi secoli. Auspico – ha rimarcato – che la Comunità Internazionale non assista muta e inerte di fronte a tale inaccettabile crimine, che costituisce una preoccupante deriva dei diritti umani più elementari. Auspico veramente che la comunità internazionale non volga lo sguardo da un’altra parte”.

I cristiani perseguitati nel mondo, ha detto il Papa in inserti a braccio dopo il Regina Coeli, “sono i nostri martiri di oggi e sono tanti, possiamo dire che siano più numerosi che i primi secoli”.