Positivo al Covid per 471 giorni, il caso del paziente malato di cancro

L'uomo di circa 60 anni malato di cancro e ricoverato presso lo Yale New Haven Hospital ha ospitato all’interno del suo corpo tre varianti del SARS-CoV-2 differenti che sono convissute.



di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Settembre 2022 - 11:05 OLTRE 6 MESI FA
Positivo Covid 471 giorni

Positivo al Covid per 471 giorni, il caso del paziente malato di cancro (foto ANSA)

Un uomo di 60 anni, del Connecticut (Stati Uniti), malato di cancro, è stato positivo al Covid-19 da oltre un anno, per l’esattezza 471 giorni. È il caso di infezione più lungo scoperto finora.

A rivelarlo sono stati i ricercatori della Yale University, che dopo ulteriori indagini hanno anche scoperto che nel sangue dell’uomo, circolavano tre diversi varianti del virus, di cui una variante ritenuta estinta. Il caso, unico nel suo genere, ha fatto insorgere negli esperti anche il timore che il virus stia mutando rapidamente nei corpi delle persone immunocompromesse, in quanto può eludere alcune immunoprotezioni. Il caso studio è riportato su MedRxiv ed è in attesa di revisione prima della pubblicazione. 

Positivo al Covid per 471 giorni

La sorveglianza delle varianti di Covid in Connecticut, dove ha sede Yale, ha messo in luce che nella zona circolava un ceppo B.1.517 che non si vedeva in giro dall’anno scorso. Le diverse infezioni sono state tutte ricondotte a un paziente che viveva nello stesso Stato, ma la cui identità non è stata rivelata. Il team di ricerca parla di “Covid cronico” e, durante le indagini, ha anche scoperto che il virus nell’uomo stava mutando al doppio della velocità rispetto all’infezione tipica. Per questo, secondo gli studiosi, si sarebbero formati tre genotipi del virus completamente separati e distinti.

Il Covid cronico, diverso dal long Covid

“Questa infezione cronica ha provocato un’evoluzione e una divergenza accelerate di Sars-CoV-2, un meccanismo che potenzialmente contribuisce all’emergere di varianti di Sars-CoV-2 geneticamente diverse, tra cui Omicron, Delta e Alpha”, hanno spiegato i ricercatori, sottolineando che il caso, “è una delle prime e più lunghe infezioni rilevate di “Covid cronico”, diverso dal “long Covid” che è quella condizione si verifica quando una persona avverte ancora i sintomi del virus anche dopo la guarigione”. Nel Covid cronico, invece, l’individuo ha un caso Covid attivo e continua a risultare positivo al virus per lunghi periodi di tempo.

Le mutazioni negli immunocompromessi

Questo studio, “si somma alla crescente letteratura che sostiene che il virus stia sfruttando le persone immunocompromesse per mutare. Ci sono state altre segnalazioni sparse di persone con una grave comorbilità, come il cancro, che hanno sperimentato rapide mutazioni del virus”. Purtroppo, “è impossibile sapere quante persone sono portatrici di un virus in rapida mutazione e c’è poco che possano fare per impedire al Covid di mutare frequentemente una volta trovato un ospite adatto”, hanno concluso gli esperti.