Vaticano: “Preti pedofili non hanno attenuanti”. In Austria sospesi tre sacerdoti

Pubblicato il 11 Marzo 2010 17:43 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 17:43

Silvano Maria Tomasi

Tolleranza zero e nessuna attenuante per i sacerdoti che si macchiano del reato di pedofilia. Tuona così il monito del Vaticano nelle parole di monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore della Santa Sede all’Onu.

Intervenendo a un incontro annuale delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini, Tomasi ha spiegato che non ci possono essere scuse per i preti che si macchiano del «crimine odioso» di pedofilia e la protezione dei minori da queste aggressioni deve essere in cima alle priorità della Chiesa.

In apertura del suo intervento, mons. Tomasi ha citato le parole di Benedetto XVI: «L’abuso sessuale sui minori è sempre un crimine odioso». «L’integrità fisica e psicologica dei minori viene violata con conseguenze distruttive – ha aggiunto il presule -. Gli studiosi hanno dimostrato che i bambini abusati reagiscono in modi differenti alla violenza sessuale e tra di loro si registrano maggiori probabilità di gravidanze adolescenziali, vagabondaggio, tossicodipendenza e alcolismo». «Non ci sono scuse per questo comportamento» ribadisce il presule, sottolineando che «la protezione dalle aggressioni sessuali rimane in cima alla lista delle priorità di tutte le istituzioni ecclesiastiche che lottano per porre fine a questo serio problema».

La dura reazione di Tomasi arriva mentre la chiesa cattolica austriaca si macchia di nuovi abusi e risponde con i primi provvedimenti. Dopo la confessione dell’abate Bruno Becker, che aveva ammesso di aver abusato di un ragazzo di 12 anni negli anni ’70,  altri 3 preti cattolici austriaci del monastero di Kremsmuenster, nel distretto di Kirchdorf, in Alta Austria, sono stati sospesi dalle funzioni sacerdotali per presunti abusi sessuali e maltrattamenti.

Le violenze sarebbero avvenute negli anni 80, vittime alcuni ragazzi della scuola gestita dal monastero. Lo ha annunciato oggi durante una conferenza stampa l’abate di Kremsmuenster, Ambros Ebhart, confermando che uno dei tre sacerdoti, un padre di 75 anni, avrebbe confessato gli abusi.

La conferenza stampa del prelato è arrivata immediatamente dopo la denuncia di un ex studente della scuola, pubblicata dal quotidiano “Oberoesterreichischen Nachrichten”. Nell’articolo la vittima accusava i tre preti di abusi sessuali e maltrattamenti, mettendo il luce una sequenza di violenze avvenute negli anni ’80 e che avrebbero coinvolto almeno cinque minorenni.

«Mi dispiace molto che persone nel nostro istituto abbiano fatto simili esperienze di violenza», ha detto l’abate Ebhart, sottolineando che la commissione diocesana si interesserà di questi casi. E finché non verrà fatta piena luce, ha tenuto a precisare, i tre preti chiamati in causa – tutti sopra i 75 anni – rimarranno sospesi dai loro uffici e dai loro compiti. Ebhart ha quindi messo in guardia contro «condanne sommarie», ma non ha garantito che in futuro non possano emergere altri casi simili: su questo, ha detto, «non posso mettere la mano sul fuoco».