Sostieni le vittorie dello Stato islamico in Iraq e Siria? 80% arabi dice sì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Maggio 2015 10:01 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2015 10:07
Sostieni le vittorie dello Stato islamico in Iraq e Siria? 80% arabi dice sì

Sostieni le vittorie dello Stato islamico in Iraq e Siria? 80% arabi dice sì

BAGHDAD – L’80% degli arabi sostiene le vittorie dell’Isis in Iraq e Siria. Questo il risultato di un sondaggio della rete televisiva Al Jazeera su un campione di 38mila arabi che nonostante i roghi, le decapitazioni, gli stupri e la distruzione di siti archeologici millenari sembra simpatizzare per lo Stato Islamico guidato dal califfo Al Baghdadi.

Paolo Mastrolilli su La Stampa scrive che la tv Al Jazeera ha condotto questo sondaggio su un campione ridotto, e non valido, ma che indica sicuramente una certa popolarità per lo stato islamico:

“«Al Jazeera» ha fatto in arabo sul suo sito questa domanda: «Sostieni le vittorie dello Stato islamico in Iraq e Siria?». Oltre 38.000 utenti hanno deciso di rispondere, e l’81% ha votato «sì». Naturalmente non è un vero sondaggio, e sappiamo che «al Jazeera» è basata nel Qatar, da dove sono partiti molti finanziamenti per l’Isis. Inoltre il suo pubblico è composto soprattutto da sunniti, e un rilevamento analogo condotto l’11 settembre del 2006 aveva riportato che il 50% dell’audience appoggiava Osama bin Laden. Di recente, l’intelligence americana ha classificato il capo della sede della televisione in Pakistan come un membro di al Qaeda e della Fratellanza Musulmana”.

Secondo il sondaggio le atrocità compiute dall’Isis hanno un doppio effetto sulla popolazione:

“da una parte favoriscono il reclutamento, soprattutto fra i giovani e i militanti stranieri, e dall’altra inorridiscono i moderati. Finora, però, il primo effetto è stato chiaramente più forte del secondo, anche perché molti sunniti considerano l’Isis come il male minore, rispetto ad una dominazione sciita teleguidata dall’Iran. Paesi in teoria storicamente alleati degli Stati Uniti, come appunto il Qatar, ma anche la Turchia e la stessa Arabia, sono stati ambigui o favorevoli al Califfato, perché serviva a contrastare Assad ed Hezbollah in Siria, e l’influenza iraniana in Iraq. Altri alleati, come l’Egitto, hanno preso posizioni diverse, determinate soprattutto dalla lotta alla Fratellanza Musulmana. Così però il consenso nella società e nei governi, aperto o velato, resta il principale pilastro dell’Isis”.