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Terremoto Fukushima, stress e malattie uccidono più dello tsunami

Terremoto Fukushima, stress e malattie uccidono più dello tsunami

Terremoto Fukushima, stress e malattie uccidono più dello tsunami (Foto LaPresse)

TOKYO – Sono 1656 le persone uccise in tre anni dallo stress e dalle malattie causate dal terremoto di Fukushima dell’11 marzo 2011. Un numero inferiore alle vittime dirette del maremoto che ha travolto la prefettura giapponese, quando persero la vita 1607 persone. Il 21 febbraio, mentre dalla centrale nucleare si registra l’ennesima fuoriuscita di acqua radioattiva, le autorità giapponesi hanno diffuso le statistiche sulle morti dirette e indirette collegate al violento tsunami che colpì il Giappone.

Paolo Virtuani sul Corriere della Sera riporta le parole di Hiroyuki Harada, funzionario addetto all’assistenza alla vittime dello tsunami, alla France Presse:

“«Il problema maggiore è che le persone si sono trovate con il loro ambiente e le loro abitudini completamente stravolte e hanno dovuto vivere a lungo in una condizione di precarietà e di emergenza. E questo ha generato stress fisico e psicologico». La cittadina più colpita è Minamisoma con 447 morti post-tsunami, seguita da Namie con 317 e Tomioka con 225, le ultime due completamente off-limits a causa delle radiazioni”.

E non sono mancati i suicidi, legati allo stress delle precarie condizioni di vita:

“Alcune persone si sono suicidate, come Hisashi Tarukawa, un agricoltore 64enne che lo scorso agosto si è impiccato dopo che le autorità avevano negato il permesso di vendita sul mercato ai suoi prodotti coltivati nell’area evacuata intorno alla centrale. Secondo l’Agenzia per la ricostruzione, alla fine dello scorso settembre il 90% delle vittime indirette dello tsunami avevano più di 66 anni. Le altre due prefetture colpite dallo tsunami, Iwate e Miyagi, hanno avuto vittime post-tsunami, rispettivamente 434 e 879 ma in percentuali minori rispetto a Fukushima”.

Intanto dalla centrale di Fukushima si registrano nuove fuoriuscite di acqua radioattiva, come dichiarato dalla Tepco, societòà che gestisce l’impianto:

“«Non ci sono canali in prossimità di questo deposito ed è poco probabile che l’acqua contaminata sia arrivata fino al mare. La perdita è stata fermata e stiamo recuperando il materiale fuoriuscito». Ogni litro fuoriuscito ha un’attività beta pari a 230 milioni di becquerel, di cui circa la metà a causa del radionuclide stronzio-90, ha detto il portavoce. Ciò significa che supera di 3,8 milioni di volte il limite ammesso dalla legge giapponese per l’acqua potabile. All’inizio del mese la Tepco aveva reso noto che una misurazione dell’acqua sotterranea intorno alla centrale aveva dato una lettura di 5 milioni di becquerel al litro”.

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