Usa, Georgia. Rifiutata grazia a Troy Davis, mercoledi iniezione letale

Pubblicato il 20 Settembre 2011 18:38 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2011 18:38

Troy Davis

ATLANTA, STATI UNITI  – Troy Davis sarà giustiziato e per lui non cè più speranza di salvezza. Il Board of Pardons and Paroles della Georgia, il comitato dello stato che valuta le domande di grazia, ha definitivamente rifiutato di concederla al condannato a morte, dopo aver ascoltato l’appello alla clemenza della famiglia di Davis e le richieste di procedere con l’esecuzione da parte dei parenti del poliziotto Mark McPhail, secondo l’accusa ucciso da Davis con un colpo di pistola al cuore nel 1989. “Sono scioccato e deluso dal fallimento del nostro sistema di giustizia”, ha detto alla rivista The Atlantis Brian Kammer, uno degli avvocato di Davis.

La condanna sarà eseguita mercoledi alle 7 del pomeriggio (l’una di notte in Italia) con iniezione letale. Si tratta della quarta volta in cui la data dell’esecuzione è stata sospesa. La prima volta l’esecuzione era stata sospesa nel 2007 su intervento del Board of Pardons and Paroles, sette mesi dopo fu la Corte Suprema a sospendere nuovamente l’esecuzione per concedere una nuova udienza a Davis che però non servì a salvargli la vita. Nella quasi totalità degli stati dell’ Unione il governatore ha la facoltà di concedere la grazia, ma non in Georgia.

Il caso di Davis, 42 anni, era diventato in America e in tutto il mondo simbolo della lotta contro la pena di morte, specie a causa della mancanza di chiarezza sulla dinamica dell’omicidio McPhail. Non è mai stata ritrovata l’arma del delitto e non ci sono prove fisiche che confermino che sia stato proprio Davis a premere il grilletto contro il poliziotto.

Il processo a carico di Davis, che si è concluso con la condanna a morte nel 1991, si è bastato interamente su testimonianze oculari di persone presenti sulla scena del delitto che poi hanno più volte ritrattato la loro testimonianza.

Per salvare la vita a Davis si sono mobilitate negli ultimi anni associazioni in difesa dei diritti degli afroamericani, Amnesty International, l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, il papa Benedetto XVI, l’ex direttore dell’Fbi William Sessions e l’ex capo giudice della Corte Suprema della Georgia Norman Fletcher. In favore del condannato è stata avviata una campagna internazionale, con marce in varie citta’ e petizioni online, a cui hanno aderito decine di migliaia di persone.

La vedova di McPhail, ucciso a 27 anni in un parcheggio di Savannah, Georgia, mentre era intervenuto per placare un litigio, ha detto a The Atlantis che “Davis è colpevole. Bisogna procedere con l’esecuzione. È tempo che sia fatta giustizia. La mia famiglia deve essere vendicata”.