80 euro, Renzi li trova aumentando prezzi sigarette e alcol? Clausola dl Irpef

80 euro, Renzi li trova aumentando prezzi sigarette e alcol? Clausola dl Irpef
Matteo Renzi in conferenza stampa (foto Lapresse)

ROMA – Gli 80 euro del decreto Irpef si pagheranno (in parte) con gli aumenti di sigarette, alcol e prezzo dell’energia? Se dal pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione i soldi non bastassero, il governo Renzi potrebbe ricorrere all’aumento delle accise. L’agenzia di stampa Public Policy spiega che nel decreto (in attesa della firma del presidente della Repubblica e della “ratifica” sulla Gazzetta Ufficiale) è stata inserita questa clausola di salvaguardia.

Spiega Public Policy:

Se dal pagamento degli ulteriori debiti Pa disposti dal dl Irpef-spending review non dovessero arrivare gli attesi 650 milioni di euro per il 2014 scatterà una clausola di salvaguardia: dietro monitoraggio, il ministero dell’Economia sarà autorizzato ad emanare un decreto, entro il 30 settembre 2014, per aumentare le accise prevista dalla direttiva Ue 2008/118, ovvero quelle su tabacchi lavorati, alcol, prodotti energetici ed elettricità

Quindi l’agenzia cita direttamente il testo del decreto legge:

“Il ministero dell’Economia effettua il monitoraggio sulle maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto derivanti dalle misure previste dal titolo III del presente decreto. Qualora dal monitoraggio emerga un andamento che non consenta il raggiungimento dell’obiettivo di maggior gettito pari a 650 milioni di euro per l’anno 2014, il ministro dell’Economia, con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2014, stabilisce l’aumento delle accise di cui alla direttiva del Consiglio 2008/118/Ce del 16 dicembre 2008 (ovvero tabacchi lavorati, alcol, prodotti energetici ed elettricità; Ndr), in misura tale da assicurare il conseguimento del predetto obiettivo”.

Quindi il testo prosegue:

“La disposizione prevede una apposita clausola di salvaguardia, previo monitoraggio, a garanzia del maggior gettito Iva stimato in relazione ai pagamenti dei debiti pregressi previsti dal titolo III del presente decreto valutato in 650 milioni”.

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