Anglo American (miniere) taglia 85mila posti. Panic selling

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2015 12:23 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2015 12:23
Anglo American (miniere) taglia 85mila posti. Panic selling

Anglo American (miniere) taglia 85mila posti. Panic selling

ROMA – Cura shock per Anglo American. Per far fronte al collasso dei prezzi la società, uno dei più grandi gruppi delle materie prime al mondo, ha annunciato che venderà asset e chiuderà miniere, riducendo le sue attività di circa il 60% e la sua forza lavoro dalle attuali 135 mila a circa 50 mila persone. La società che controlla il produttore di diamanti De Beers ha anche sospeso i dividendi per 2015 e il 2016. Alla borsa di Londra il titolo sprofonda perdendo l’11,5%.

Perdono slancio le borse europee dopo un avvio di seduta positivo e nonostante il rimbalzo del petrolio, con il brent che sale dell’1,2% e il Wti dell’1,5%. Francoforte cede lo 0,2%, Milano, Parigi e Londra lo 0,1%. Pesano ancora le vendite sul comparto minerario (-1,1% l’indice Dj Stoxx di settore), sotto pressione dopo i dati sulla bilancia commerciale cinese di ieri, mentre non si arrestano le vendite su Anglo American (-6,5%) in scia ai maxi-tagli e alla sospensione dei dividendi.

la fuga degli investitori ha colpito soprattutto i titoli del comparto minerario, spaventati dalle misure adottate da Anglo American per far fronte alla caduta dei prezzi delle materie prime legate al rallentamento della Cina. Il gruppo, oltre ad annunciare il drastico ridimensionamento e un taglio di 3,7 miliardi dei costi e di 1 miliardo degli investimenti, ha deciso di sospendere il pagamento dei dividendi per la seconda metà del 2015 e per il 2016.

L’annuncio ha provocato un vero e proprio panic-selling sui sul settore: l’indice Dj Stoxx ha ceduto il 6,5%, ai minimi dal 2009. Il crollo di Anglo American (-12%) ha contagiato gli altri operatori, da Rio Tinto (-8,4%) a Glencore (-7%), da Bhp Billiton (-5,5%) ad Arcelor Mittal (-5,3%). Ma anche il petrolio resta in tensione, dopo la decisione dell’Opec di non abbassare il tetto alla produzione.