Berlusconi: “Germania fuori dall’euro”. E “Il leader sono ancora io”

Pubblicato il 22 Giugno 2012 18:50 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2012 20:43
Silvio Berlusconi (LaPresse)

Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA – “La Germania fuori dall’euro”: quando Silvio Berlusconi parla, raramente passa inosservato. L’occasione è l’incontro con i giovani del Pdl, la Giovane Italia. Davanti ai quali l’ex presidente del Consiglio si fa maestro di geopolitica: “La Bce deve diventare una banca di garanzia finale di tutti i debiti e deve provvedere alla necessità di stampare euro, ma la Germania si oppone. Gli altri Stati dovrebbero unirsi ed imporre alla Germania di uscire lei dal sistema dell’euro. Questa soluzione non è scritta sulle nubi. Anzi, anche tecnici bancari tedeschi stanno esaminando questa possibilità e se la Germania uscisse dall’Euro darebbe la possibilità agli altri 16 Stati che la Bce diventi la vera banca dell’Euro”.

Dopo queste premesse clamorose, Berlusconi fa subito retromarcia: ”L’uscita dall’Euro non è una provocazione perché la Germania non ha convenienze” dal fatto che alcuni Paesi escano dall’Euro per cui ”è un modo per influire sulla Germania per spingerla a decisioni più sagge”.

Silvio l’economista spazia a tutto campo sulla crisi dell’Eurozona: ”Che cosa si deve fare per uscire da questa spirale di recessione senza fine? La Bce deve diventare banca di garanzia finale di tutti i debiti e deve provvedere, alla necessità, a stampare moneta”. Ma bisogna scontrarsi con l’opposizione della Germania, che ”ha tutte le convenienze di mantenere questa situazione”.

Il comunismo. Poi, ritorno ai vecchi classici, come l’anticomunismo: ”Il comunismo è l’ideologia più cinica e disumana per la storia umana. Ebbi chiaro che dovevo fare di tutto per evitare che quell’ideologia pigliasse il sopravvento nel mio Paese io lo dovevo fare e questo segnò la ma vita”, ha detto Berlusconi, ricordando alcuni episodi della sua giovinezza quando andava al liceo dai Salesiani.

Tra gli episodi che il Cavaliere ricorda, ancora una volta, è quando si recava con gli amici ad appendere i manifesti della democrazia cristiana: ”Io andavo con due miei compagni del liceo ad attaccare manifesti, ad un certo momento sento scala muoversi mi giro e vedo che i miei amici se l’erano data a gambe e c’erano 4-5 ragazzi che attaccavano manifesti del Pci che io avevo coperto con i miei. Mi dissero: Bellezza vieni qui. Mi diedero spintomi ma io, essendo sempre stato un velocista, sono scappato e li ho seminati. Quando sono tornata a casa, mia madre, vedendomi con il viso sporco di sangue e pensando che io avessi disubbidito andando a scuola in bicicletta, mi diede l’unico schiaffo della mia vita per cui mi chiese scusa migliaia di volte”.

Il governo tecnico. Tornando ai giorni nostri: ”C’è stata una pausa nella democrazia del nostro Paese: c’era un governo democraticamente eletto, che governava in modo certamente non abominevole, ma ad un certo punto c’è stata la crisi dello spread e delle Borse e sono arrivati i nominati dal Presidente della Repubblica, e la situazione non è cambiata, nonostante in Parlamento non solo la maggioranza ma anche l’opposizione sostenga i provvedimenti, ed il governo si avvalga di uno strumento che è il decreto legge”. L’ex premier respinge ancora una volta le critiche: ”lo spread – dice – non era colpa nostra, ma colpa della debolezza di una moneta, l’euro, che non ha una banca garante e non stampa moneta”. Amara la conclusione: ”Pesante, siamo un paese governata da gente non eletta”.

Il ritorno alla politica.  ”Se io dovessi rispondere a chi mi chiede se oggi io abbia ancora intenzione di dedicarmi alla politica e dedicarmi al Paese, non è un fatto definitivo ma sto maturando delle soluzioni, ma io ci sto, datemi il 51%”. Berlusconi ha però parole buone per il suo collega e attuale e segretario del Pdl: ”Alfano ha il consenso di tutti, è intelligente, parla con la testa e con cuore ed entusiasma il pubblico”.

Quindi spazio a un’inedita autocritica, condita da una meno inedita autogiustificazione: ”Chiedo scusa agli italiani li ho illusi perché quando nel 1994 scesi in politica dissi loro di darci il loro voto perché io garantivo di modernizzare il Paese per fare una rivoluzione liberale, ma non ci sono riuscito. Aggiungo subito: l’ho fatto in buona fede perche io mi illudevo che si potesse fare ma questo sistema impedisce che la modernizzazione avvenga”.

Momento marketing (politico): ”Dobbiamo cambiare il nome, non perché Popolo della Libertà non è ragguardevole, ma purtroppo nell’uso vigente Popolo della Libertà non è usato si usa solo l’acronimo ‘Il Pdl’ o, al Sud, ‘la’ Pdl che non trasmette emozioni. Io ho già dentro di me un’idea e dovremo prossimamente decidere non di cambiare il partito ma aprirlo a nuove forze e dargli un nuovo nome in cui si siano le nostre fondamenta: l’Italia e la Libertà”.

La giustizia. “Io sono un perseguitato dalla giustizia. Ieri mattina si è tenuta la 2.637/ma udienza contro di me”, ha detto Berlusconi, facendo specifico riferimento alla riforma della giustizia che, più volte portata in Parlamento, mai è riuscita a vedere la luce, mentre “c’è la necessità di una vera riforma”.  ”Io sono un perseguitato della giustizia e avevo a cuore, avendo conosciuto da vicino i problemi dei cittadini con la giustizia, ho esposto la necessita’ di fare una riforma” che non si è realizzata per ”i vari Follini, Casini, Fini, Maroni e Calderoli, perché avevano della giustizia un’idea diversa”.  Quale “perseguitato dalla giustizia”, che ieri è stato sottoposto alla udienza numero “2637”, in “questo governo ci ho messo un anno e mezzo per confezionare la riforma” ma “in Parlamento Fini, che molti dicono di essere il riferimento dell’Anm in politica, ha aspettato più di un anno per far esaminare il provvedimento”.

”Questa non è più una situazione di libertà. Non possiamo usare tranquillamente e serenamente un mezzo di comunicazione essenziale come il telefono (da un anno non ho più telefonino)”. E poi ”non possiamo spendere liberamente e privatamente i nostri soldi”. ”Siamo vessati nei nostri diritti di proprietà”, a partire da quelli dei proprietari di casa”. Infine: se passasse la legge anticorruzione, “quelle norme metterebbero tutti noi nelle mani dei pm, che potrebbero fare di noi tutto quello che vogliono”, con “un’accusa qualsiasi”.”La legge sull’anticorruzione contiene delle norme per cui saremo tutti nelle mani dei pubblici ministeri come già succede ora”.  “Senza libertà si muore”, conclude l’ex premier.

Il semipresidenzialismo. Per l’elezione diretta del presidente della Repubblica ”c’è la maggioranza al Senato” e ”credo potremo avere la maggioranza anche alla Camera”, visto che gli ex esponenti di An entrati nel Terzo Polo ”hanno annunciato che su questa materia voteranno assieme a noi: c’è la possibilità che questo avvenga”. Anche qualora il semipresidenzialismo alla francese non passasse in questa legislatura, ”nel prossimo Parlamento ci sarà una decisione pregressa”, dunque si tenderà a ”operare nella stessa direzione”.

La legge elettorale. ”Noi stiamo trattando con il Pd per una nuova legge elettorale proporzionale come quella tedesca dove i partiti corrono ciascuno per conto proprio e quello che ottiene più voti ha responsabilità di governo. Credo che, per il frazionamento a cui dobbiamo far fronte, sia preferibile andare a votare con questa legge e credo che con una campagna elettorale ben fatta, basata su pochi e precisi punti, abbiamo la possibilità di vincere ancora e dare vita al governo”.

C’è una grande preoccupazione in noi come a sinistra di uno sparpagliamento delle forze e ove anche ci fosse una vittoria del centrodestra sarebbe difficile governare il Paese e quindi c’è da insistere con elettori”. Berlusconi ha ribadito la necessità di cambiare la legge elettorale per evitare la frammentazione con il ”rischio” che ci siano ”elezioni come in Grecia. Dobbiamo evitare che questo accada”.

Matteo Renzi.  Silvio Berlusconi nega l’interesse a realizzare nuovi partiti e ridimensiona il progetto di ”arruolare” il sindaco di Firenze Matteo Renzi: “Mi è stato presentato un progetto per un nuovo partito da una persona amica, che è Vittorio Sgarbi, assistito da un suo amico e io mi sono informato, esattamente come mi informo su altri progetti, come quello dei pensionati, degli ambientalisti con gli animali nel cuore, grande sud, io Sud, i Responsabili, Popolo e Territorio…etc “. “Sono quindici i protagonisti che sono venuti da me intenzionati a fare una nuova formazione politica nel centrodestra. Ma io – prosegue Berlusconi – ha cercato di dissuaderli tutti, non ho sposato alcuna proposta, anzi sono convinto che tutto l’elettorato del centrodestra debba darsi un’unitarietà”’.