Esodati, Banca Popolare di Bari li riassume: 60 di nuovo a lavoro

Pubblicato il 25 Aprile 2012 11:06 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2012 11:06
elsa fornero

Il ministro Elsa Fornero (foto Lapresse)

BARI – Esodati che rischiano di rimanere senza pensione? La Banca Popolare di Bari li riassume. La notizia è stata diramata da uno dei sindacati di categoria: ”Il 19 aprile scorso, in Banca Popolare di Bari, è stato sottoscritto un accordo con le Organizzazioni sindacali, con la Fabi rappresentata dal Dirigente Sindacale Canio Moliterni, che prevede la possibilità di rientro al lavoro degli esodati, circa 60 nel gruppo, colpiti dalla riforma previdenziale”. Lo comunica Lando Maria Sileoni, Segretario Generale della FABI, il maggiore sindacato del credito.

Sileoni ha spiegato che ”un ”altro” precedente importante in tal senso è quello del Gruppo Banco Popolare dove fu sottoscritto, nell’ottobre del 2010, un accordo per l’esodo incentivato che prevedeva, nel caso di un cambiamento del quadro legislativo previdenziale, la possibilità di rientro in azienda dei 250 lavoratori interessati. Lo stesso Gruppo Banco Popolare nel dicembre del 2011 confermò, in un nuovo accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali, la possibilità per i lavoratori collocati in esodo di reintegro o di fruizione di permessi retribuiti, nel caso in cui fosse variato il quadro legislativo”.

Sileoni si appella al ministro del Lavoro: ”A ben vedere, quindi, sembra avere ragione il Ministro Fornero quando afferma che il problema degli esodati è stato creato dalle aziende. Ma ci chiediamo come mai lo stesso Ministro non abbia ritenuto che fosse giusto adottare il modello del Gruppo Banco Popolare quando fu fatto un accordo di incentivazione all’esodo in Banca Intesa, con la stessa Fornero che sedeva nel Consiglio di Sorveglianza della Banca dell’allora Amministratore Delegato Corrado Passera”.

”Al di là di tutto, ci sembra opportuno sottolineare come tale problematica non possa trovare che una soluzione: tra i lavoratori e le aziende e’ stato sottoscritto un patto, con lo Stato che ne era a conoscenza, che va rispettato. Il cambio del quadro legislativo non può andare a ledere un diritto sulla base del quale i lavoratori hanno rinunciato al salario. Vale la pena ricordare che sono circa 22mila i lavoratori bancari in esodo che devono trovare giustizia ed equità sociale”.