Arriva Falciani Italia: 10 mila tremano, saltano i prestanomi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2014 11:49 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014 11:49
tutti gli atti illegalmente formati può essere comunque un valido spunto di indagine.

tutti gli atti illegalmente formati può essere comunque un valido spunto di indagine.

ROMA – Arriva Falciani Italia: 10 mila tremano, saltano i prestanomi. La lista Falciani sta per arrivare in Italia, stavolta completa e si preannuncia esaustiva: a disposizione dei magistrati, e del Fisco, ci saranno le vere identità di 10 mila presunti evasori italiani, dei loro prestanomi e degli intermediari responsabili dell’occultamento dei capitali. Grazie alla collaborazione attiva di Hervé Falciani, l’ex dipendente del colosso bancario inglese Hsbc, sono riapparsi i file che documentano l’esistenza di 121 mila conti occultati: di questi, si presume che almeno 10 mila siano riferibili a contribuenti disonesti italiani.

Che adesso tremano perché, dopo un primo sostanziale nulla di fatto 4 anni fa, sta per arrivare da Madrid ai pm di Torino che conducono l’inchiesta in Italia, la lista completa con i nomi di tutti i presunti (ancora) evasori. Nei documenti custoditi in Spagna (ma anche a Parigi e in Belgio) c’è l’indicazione dei conti correnti e la suddivisione in base alla filiale o alla società della Hsbc Private Bank nelle quali sono stati accesi.

121 mila posizioni di correntisti nelle filiali Hsbc di Montecarlo, Lussemburgo (quelle giudicate più interessanti), Zurigo, Lugano e i paradisi fiscali di Jersey e Guernsey. Oltre 15 mila nella sede di Montecarlo, più di 13 mila in Lussemburgo. Nel materiale custodito dalla procura anti-corruzione di Madrid, la dote telematica dell’ingegnere informatico Falciani conservata nel suo computer sequestrato nel 2009 dai magistrati francesi, c’è l’identità degli evasori nascosta spesso dietro prestanomi brasiliani o argentini. Importante, ai fini investigativi e del recupero del maltolto, il ruolo degli intermediari che presentavano i clienti alla banca.

Nei file sono rintracciabili i contratti che certificano l’intermediazione dove erano previste provvigioni fino al 30% dei benefici ottenuti dalla banca con  la gestione dei portafogli incriminati. O percentuali da retrocedere all’intermediario in rapporto ai singoli strumenti finanziari utilizzati per dal cliente (percentuali che vanno dallo 0,1 all’1% sui rendimenti di titoli di Stato, obbligazioni ecc…La lista ora sarà pienamente utilizzabile, anche alla luce della sentenza del luglio scorso della Corte di Cassazione che respinse il ricorso di un contribuente indagato per dichiarazione infedele: tutti gli atti illegalmente formati (come il “furto” di Falciani) può essere comunque un valido spunto di indagine.