I falsi miti (e quelli veri) sui greci fannulloni e bancarottieri

Pubblicato il 2 Agosto 2011 19:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Agosto 2011 20:45

Manifestazione ad Atene (Ap photo)

ATENE – Li hanno chiamati fannulloni e bancarottieri, li hanno descritti come furbetti con i conti e svogliati sul lavoro, eppure i greci forse non sono così sfaticati come alcuni giornali della laboriosa Europa li hanno voluti descrivere.

Salvati dall’Ue e soccorsi pure dalle banche hanno beneficiato di aiuti e finanziamenti, ma sono stati anche bombardati di nomignoli e falsi miti, trattati con la superficialità che solo chi parla “in generale” di popoli e di genti sa fare.

Il Fatto quotidiano in un pezzo di Vladimirò Giacché snocciola i dieci falsi dati al mercato dell’informazione come veri e quelli , ahimé per gli ellenici, che a realtà corrispondono. Che lavorano troppo poco e vanno sempre in vacanza è falso, ma che sui conti hanno barato e che a livello economico non sono competitivi può essere dimostrato.

In ogni caso il nuovo piano per la Grecia, che prevede anche l’intervento dei privati e che potrà far scattare un default “selettivo”, sarà applicato probabilmente a settembre. Secondo quanto si apprende da fonti di Bruxelles, il programma che prevede lo scambio di bond con altri titoli a più lunga scadenza nonché l’estensione delle scadenze dei prestiti, farà cadere Atene in default ma solo per un tempo strettissimo, che può andare ”da qualche ora a qualche giorno”. A settembre sarà aperta un’asta per i nuovi titoli che durerà da qualche ora a qualche giorno e poi sarà chiusa.

1. I Greci lavorano troppo poco. Falso: prima della crisi i Greci lavoravano in media 44,3 ore alla settimana. La media dell’Unione Europea è di 41,7 ore, quella tedesca è di 41 ore (rilevazioni Eurostat)

2. I Greci sono sempre in vacanza. Falso: i lavoratori greci godono di 23 giorni di vacanza all’anno. Il record europeo è dei Tedeschi: 30 giorni.

3. I Greci hanno stipendi troppo elevati. Falso: Il livello salariale medio in Grecia è pari al 73% della zona euro (e un quarto dei lavoratori greci guadagna meno di 750 euro al mese). Gli impiegati pubblici guadagnerebbero di più dei loro omologhi europei: ma già prima della crisi gli insegnanti, ad esempio, dopo 15 anni di servizio guadagnavano in media il 40% in meno che in Germania (Fonte: Rosa Luxemburg Stiftung).

4. I Greci hanno delle pensioni d’oro, e sono tutti pensionati-baby. Falso due volte: I lavoratori maschi vanno in pensione in media all’età di 61,9 anni. In Germania a 61,5 anni. Le presunte “pensioni d’oro”, poi, sono queste: una media di 617 euro al mese , pari al 55% della media della zona euro.

5. In Grecia c’è un’eccessiva presenza dello Stato nel-l’economia. Falso: Prima della crisi, tra il 2000 e il 2006, il rapporto tra spesa pubblica e Pil era sceso dal 47% al 43% e si era sempre mantenuto al di sotto del livello tedesco. Per non parlare della Svezia, il cui rapporto tra spesa pubblica e Pil negli ultimi 10 anni si è sempre mantenuto tra il 51% e il 55%.

6. I Greci hanno truccato i conti. Vero. Il deficit è sempre stato superiore al limite del 3% previsto dal Trattato di Maastricht dal 1997 in poi. I trucchi contabili sono stati evidenti sin dal 2004. Come mai nessuno ha fatto niente? Perché era funzionale agli interessi di Germania e Francia (in quanto esportatori e in quanto creditori) che la Grecia fosse nella zona euro.

7. La Grecia non è competitiva. Vero. La Grecia ha da molti anni un forte deficit della bilancia commerciale, che nel 2009 ha raggiunto il 14% del prodotto interno lordo. Questo è il vero problema della Grecia. Peccato che all’origine del problema ci sia (anche) l’euro, che ha ridotto i rischi legati al tasso di cambio tra i Paesi europei e impedito le svalutazioni competitive, favorendo così le importazioni di prodotti manifatturieri dalla Germania e accentuando la specializzazione produttiva greca in servizi non destinati all’esportazione.

8. Il debito pubblico greco è troppo elevato. Vero. E’ passato dal 115% del Pil del 2007 al 143% del 2010. La causa ultima è rappresentata dal deficit della bilancia commerciale nei confronti dell’estero: quando c’è uno squilibrio prolungato di questo genere, qualcuno deve indebitarsi; nel caso della Grecia lo Stato. 

9. La Grecia deve risparmiare di più. Falso. A causa delle misure di austerità intraprese nel 2010, il reddito dei Greci si è ridotto in media del 20%. Allora ci si può chiedere per quale motivo il debito pubblico abbia continuato a crescere. La risposta è semplice: perché – proprio a causa delle misure di austerity – si è avuto un crollo della domanda interna (-18% a marzo 2011 rispetto a un anno prima), quindi dell’economia (65.000 imprese hanno fatto bancarotta), quindi anche delle entrate fiscali per lo Stato (-1,2 miliardi di euro quest’anno rispetto alle previsioni).

10. Le privatizzazioni possono rappresentare una soluzione. Falso. Quando si deve vendere per forza il prezzo lo fa chi compra e oggi è difficile trovare compratori a prezzi non di saldo. Inoltre, quando lo Stato vende aziende profittevoli, si priva per sempre dei relativi introiti.