Pensioni. Esodati: Governo s’impegna. Esodandi: vera bomba. Nessuno sa che fare

Pubblicato il 30 Giugno 2013 10:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2013 10:17
Pensioni. Esodati: Governo s'impegna. Esodandi: vera bomba. Nessuno sa che fare

Elsa Fornero ha legato il suo nome a una riforma davvero pessima

Il problema degli esodati,causato dagli errori di Elsa Fornero quando fu ministro del Lavoro nel mai compianto Governo di Mario Monti, torna al centro della attenzione del Governo. Per questi c’è un numero quasi definitivo, almeno da parte della stanza dei bottoni, di poco superiore ai 130 mila lavoratori già accertati e “salvaguardati”. Poi però resta la mega bomba sommersa degli esodandi, quelli che in pensione ancora non ci sono ma che comunque per colpa della ineffabile Fornero, saranno “prepensionati“.

Scrive Marco Rogari, sul Sole 24 Ore, che sul tema “si concentrerà l’attenzione” del Governo. Se ne è

“già parlato nell’ultimo incontro avuto con i sindacati fornendo rassicurazioni. L’idea è di giungere rapidamente a una quantificazione definitiva della platea, che dovrebbe comunque salire non di molto rispetto ai 130 mila lavoratori già salvaguardati”.

Secondo Rogari,

“il Governo intende fronteggiare i casi più urgenti utilizzando il fondo già previsto dall’ultima legge di stabilità approvata dal Parlamento, che è però alimentato da poche risorse e che andrà integrato anzitutto proprio con i fondi risultati inutilizzati dalla prima operazione di salvataggio”.

Resta il problema

“dei cosiddetti esodandi, ovvero di tutti i lavoratori che rischiano nei prossimi mesi di rimanere bloccati (senza lavoro e senza la possibilità di andare rapidamente in pensione per l’innalzamento dei requisiti scattato con la riforma Fornero).

“Due le opzioni per tentare di trovare una soluzione:

1. fare leva sul nuovo meccanismo di pensionamento flessibile e quindi sulla possibilità di andare in pensione a 62 anni, seppure con maxi-penalizzazioni”;

2. ricorso a una riforma degli ammortizzatori, difficile però da realizzare”

Ma, ammonisce Marco Rodari,

“occorrerebbe un’attenta valutazione della compatibilità finanziaria dell’operazione (sarebbero a rischio i risparmi a regime della riforma Fornero).”.