Pensioni: quota 100 ad aprile (privati) e agosto (pubblici). Dura solo tre anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 gennaio 2019 9:46 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2019 11:42
Pensioni: quota 100 ad aprile (privati) e agosto (pubblici). Dura solo tre anni

Pensioni: quota 100 ad aprile (privati) e agosto (pubblici). Dura solo tre anni

ROMA – Chi è nato entro il 1956 e ha lavorato senza interruzioni almeno dal 1980 potrà andare in pensione a partire da aprile: la cosiddetta “Quota 100” sperimentale per tre anni consente a chi ha maturato a fine 2018 almeno 62 anni di età e 38 di contributi di andare in pensione anticipata. E’ prevista una finestra trimestrale per i lavoratori privati che quindi potranno andare in pensione da aprile e una semestrale per i dipendenti pubblici che però in sede di prima applicazione dovranno aspettare fino al primo agosto.

Tfr subito (fino a 30mila euro): chi paga gli interessi alle banche? Per i dipendenti pubblici che andranno in pensione, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, “ci sarà la possibilità di avere subito il trattamento Tfs, fino a un importo di 30mila euro”. Cioè, la liquidazione sarà erogata subito, un forfait che arriva al massimo a 30mila euro (il resto quando si conseguono i requisiti normali della pensione di vecchiaia, cioè a 67 anni): resta da capire, visto che quei 30mila euro li anticipano le banche, chi pagherà gli oneri finanziari relativi. Chi li salda gli interessi, il lavoratore o lo Stato?

Divieto di cumulo assegno/reddito e importo ridotto. La platea che potrebbe accedere alle misure è di cerca 315.000 persone ma è probabile che il numero sia più contenuto a causa della norma del divieto di cumulo con l’attività lavorativa fino all’età di vecchiaia (non si potrà cioè cumulare l’assegno di pensione con redditi da lavoro superiori a 5 mila euro l’anno fino al conseguimento dei requisti per la pensione di vecchiaia). Potrebbe scoraggiare rispetto all’uscita anticipata anche l’importo ridotto di pensione a fronte di quello che si avrebbe avuto maturando i contributi fino all’età di vecchiaia o alla pensione anticipata indipendente dall’età.

Quota 100. Si potrà andare a riposo con 62 anni di età e 38 di contributi con un vantaggio massimo rispetto alle regole attuali di cinque anni (67 anni per la vecchiaia, 43 e tre mesi per la pensione anticipata indipendentemente dall’età). La norma è sperimentale per il 2019-21. Secondo il governo in tre anni la platea potenzialmente interessata è di un milione di lavoratori: ma proprio perché non si può sapere in anticipo quanti effettivamente aderiranno e quante risorse saranno necessarie per finanziare la misura, quota 100 è stata introdotta in via sperimentale, con tanto di clausola di salvaguardia per verificare che le uscite superiori alle disponibilità stanziate.

Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2021 potrà esercitare l’opzione di uscita anticipata anche dopo questa data. Si tratta di una sorta di ‘salvaguardia del diritto’, che potrebbe consentire di evitare una ‘corsa’ a quota 100, diluendo le uscite.

No ritardo 5 mesi pensione anticipata, ma finestre trimestrali. Si potrà andare a riposo prima dei 62 anni se si sono maturati 42 anni e 10 mesi di contributi entro il 2018 (41 e 10 per le donne), ma si dovrà attendere la finestra trimestrale. Quindi non è previsto l’incremento di cinque mesi che doveva scattare nel 2019 ma se ne attendono comunque tre.

Dipendenti pubblici, finestra semestrale, prima uscita ad agosto. Per i dipendenti pubblici la finestra è semestrale ma la prima uscita possibile sarà ad agosto. Di fatto per loro la Quota sarà 101,2 con un minimo di 62 anni e sette mesi di età e 38 anni 7 mesi di contributi per ricevere la pensione.

Pace contributiva. Sempre in via sperimentale per tre anni chi è interamente nel sistema contributivo (e non ha quindi versamenti prima del 1996) potrà riscattare fino a cinque anni di contributi purché per periodi per i quali non fosse prevista contribuzione obbligatoria (quindi buchi contributivi o periodi di congedo facoltativo, aspettative ecc).

Prorogati Ap sociale e Opzione donna. Sarà possibile andare in pensione con queste due misure anche nel 2019. Per opzione donna bisogna essere nate entro il 1960 (1959 le autonome) ed avere almeno 35 anni di contributi. E’ prevista la decorrenza di un anno.