Podi, così diventiamo bersaglio di mercati

Pubblicato il 30 Ottobre 2011 11:33 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2011 11:35

ROMA, 30 OTT – ''Siamo entrati in crisi per opera di questo capitalismo speculativo e non riusciamo a uscirne per lo stesso motivo''. Così Romano Prodi in un intervento pubblicato sul Messaggero e sul Mattino analizza l'attuale situazione dei mercati finanziari.

''Si calcola – rileva il professore – che oggi vi siano oltre 12 mila miliardi di euro parcheggiati nel sistema bancario 'ombra', in fondi non controllati e non regolamentati, o regolamentati in modo insufficiente''. Fondi che ''lavorano a breve'', ''mobilitando quantitativi di denaro molto superiori a quelli che posseggono. Con uno scommettono su cento''. E ''nelle scommesse il risultato e' piu' sicuro quando gli operatori finanziari 'ombra' si muovono in gregge. In poche parole i loro computer scattano tutti insieme, comprano e vendono gli stessi titoli e forzano il compimento delle aspettative''.

''In questo capitalismo estremo la scommessa del computer diventa addirittura un gioco quando si punta su un bersaglio grande, debole e lento a muoversi, quando cioè si spara sulla Croce Rossa – scrive l'ex premier -. Tutto ciò spiega con la massima chiarezza perché il sistema bancario 'ombra' abbia scelto come principale bersaglio l'Italia e non la Spagna, nonostante la nostra economia sia molto più robusta e il nostro deficit molto inferiore. Deve fare riflettere – prosegue – il fatto che, anche se in Spagna la disoccupazione supera il 21%, i buoni del Tesoro degli amici iberici sono acquistati a tassi di interesse molto inferiori ai nostri. Questo si spiega solo con il fatto che, indicendo con prontezza nuove elezioni, la Spagna ha dato prova di volere affrontare alle radici il problema del futuro e ha, almeno temporaneamente, posto freno alle aspettative negative. Non si sa quanto questo possa durare ma il botteghino delle scommesse in Spagna è temporaneamente chiuso''. In Italia invece, ''proprio mentre si pensava di tornare da Bruxelles rassicurati da una rinnovata solidarietà europea, si è dovuto assistere alla peggiore asta dei Buoni del Tesoro decennali da quando esiste l'euro, con tassi che hanno superato il 6 per cento. La Bce continua ad aiutarci ma, di fronte elle aspettative negative da parte dei fondi che corrono per il mondo, non c'è Bce che tenga. Ci vorrebbero gli eurobonds – rimarca Prodi – perché, con la loro grande dimensione e la solidarietà dell'Europa, fornirebbero a tutti una protezione insuperabile. Gli eurobonds però non ci sono e, nonostante i passi in avanti dell'ultimo vertice di Bruxelles, non ci saranno per un pezzo perché, nell'attuale stagione politica, la solidarietà europea continua ad essere tardiva e insufficiente di fronte alle dimensioni della crisi. Dobbiamo quindi essere soprattutto noi italiani, con una strategia credibile, a fare cambiare bersaglio ai grandi scommettitori''.