Sacchetti bio, il Ministero dà l’ok: si possono portare da casa, purché monouso

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 aprile 2018 18:27 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2018 15:08
Sacchetti bio, il Ministero dà l'ok: si possono portare da casa, purché monouso

Sacchetti bio, il Ministero dà l’ok: si possono portare da casa, purché monouso

ROMA – I sacchetti bio si possono portare da casa, purché siano monouso, nuovi, idonei per alimenti e compostabili. Lo ha chiarito il Ministero della Salute con una circolare che ha finalmente messo fine al tormentone sui sacchetti per l’ortofrutta.

Dopo mesi di polemiche e una sentenza del Consiglio di Stato, il Ministero ha finito per ribadire quanto aveva già detto fin dal primo momento, a gennaio: i consumatori non sono obbligati ad acquistare i sacchetti forniti a pagamento dai supermarket, ma devono comunque usare bustine nuove, monouso e bio.

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Sulla circolare odierna si legge che “deve ammettersi la possibilità di utilizzare – in luogo delle borse ultraleggere messe a disposizione, a pagamento, nell’esercizio commerciale – contenitori alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere alimenti quali frutta e verdura, autonomamente reperiti dal consumatore”.

Tuttavia, “alla luce del parere del Consiglio di Stato, deve trattarsi di sacchetti monouso (quindi, non riutilizzabili), nuovi (quindi, non utilizzati in precedenza), integri, acquistati al di fuori degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti e aventi le caratteristiche ambientali previste dalle legge”. Cioè essere compostabili, che vuol dire biodegradabili in 3 mesi e trasformabili in fertilizzante compost.

La nuova circolare non fa menzione delle retine riutilizzabili, per gli ambientalisti il sistema più ecologico per trasportare la spesa, visto che anche le buste bio rappresentano un consumo di risorse e un rifiuto. Rimane così spazio per incertezze e nuove polemiche.

La querelle era scoppiata il 1/o gennaio di quest’anno, quando era entrato in vigore l’obbligo nei supermercati dei sacchetti per l’ortofrutta compostabili. La legge 123 del 2017 ha imposto che questi sacchetti vengano fatti pagare a parte, come chiede la Ue per disincentivare l’uso delle buste in plastica. Ma questo ulteriore pagamento (da 1 a 5 centesimi, a seconda dei supermarket), aveva scatenato una marea di polemiche da parte di cittadini e associazioni di consumatori.

Il Ministero della Salute già a gennaio aveva precisato che si potevano portare sacchetti per l’ortofrutta da casa, purché “monouso e idonei per alimenti”. Ma questo non aveva fermato le polemiche contro quello che a molti è parso come un “nuovo balzello“. Il Codacons ha addirittura presentato un esposto per truffa a 104 procure. Nella polemica era stato coinvolto il Consiglio di Stato, che con una sentenza a marzo aveva fissato i paletti: sì alle borse per l’ortofrutta da casa, purché “idonee”.

Il Ministero della Salute doveva però recepire questi principi in una nuova circolare, cosa che ha fatto oggi. “Tutte le nostre richieste sono state accolte”, ha commentato soddisfatto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “La circolare del Ministero non risolve un bel nulla – dichiara invece Massimiliano Dona dell’Unione nazionale consumatori – perché non consente di portare le borse riutilizzabili da casa, ma solo quelle nuove”.

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