Tasse. Autonomi e partite Iva: 40 giorni di tempo in più (16 giugno – 6 luglio)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Giugno 2015 11:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2015 11:40
Tasse. Autonomi e partite Iva: 40 giorni di tempo in più (16 giugno - 6 luglio)

Tasse. Autonomi e partite Iva: 40 giorni di tempo in più (16 giugno – 6 luglio)

ROMA – Tasse. Autonomi e partite Iva: 40 giorni di tempo in più (16 giugno – 7 luglio). Per i lavoratori autonomi e le Partite Iva slitta al 6 luglio il termine per pagare le tasse, 40 giorni di tempo in più rispetto alla scadenza del 16 giugno. Parliamo di quelle dichiarazioni dei redditi che sono regolate dagli studi di settore.

Il rinvio riguarderà quindi i contribuenti con imposta sostitutiva al 5% e, novità dell’ultim’ora, dai forfettari, cioè chi è entrato nel nuovo regime introdotto dall’ultima legge di stabilità e che prevede, tra l’altro, soglie di ricavi variabili in base all’attività e un’imposta sostitutiva del 15 per cento.

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato i nuovi termini per effettuare i versamenti “derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche”.

La novità è contenuta in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che è stato firmato dal premier Matteo Renzi e che è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Ritardatari (dal 7 luglio), piccola multa. Dal 7 luglio e fino al 20 agosto 2015 i versamenti possono essere eseguiti con una lieve maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40 per cento. Il ravvedimento invece, modificato dall’ultima legge di Stabilità è pronto ad attutire la situazione dei contribuenti che, se si mettono comunque in regola, evitano di incappare negli accertamenti pagando una piccola penale.

L’Agenzia delle Entrate fornisce in una circolare la spiegazione delle ultime novità introdotte con la manovra. Innanzitutto si chiarisce che il ravvedimento può essere adesso utilizzato fino alla scadenza dei termini previsti per l’accertamento. Grazie alle nuove regole, il fisco punta infatti a ridurre le liti e a premiare i contribuenti più tempestivi nell’autocorrezione, graduando le sanzioni in base al tempo trascorso dalla commissione delle violazioni.

A partire dal primo gennaio i contribuenti possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse, beneficiando di una sostanziale riduzione delle sanzioni, graduata in proporzione alla tempestività dell’autocorrezione. Infatti le sanzioni si riducono da un decimo a un quinto del minimo.

Per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, il ravvedimento può adesso essere attivato a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza. Non possono ravvedersi, invece, i contribuenti ai quali sia stato notificato un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento o che abbiano ricevuto comunicazioni di irregolarità.