Benzina in calo? Aie: il petrolio “non convenzionale” Usa ha cambiato il mercato

Perché il prezzo della benzina cala, facendo crollare l’inflazione? La spiegazione va cercata nel sottosuolo degli Stati Uniti, che con le loro tecniche estrattive non convenzionali hanno ribaltato, per la prima volta dopo tanti anni, il rapporto fra domanda e offerta nel mercato mondiale del petrolio. Secondo un rapporto dell’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia, lo sfruttamento del petrolio non convenzionale in Nordamerica ha innescato ”un’onda d’urto” che si è abbattuto sull’intero mercato globale del greggio: uno choc dagli effetti paragonabili a quelli prodotti dall’aumento della domanda cinese.
Benzina in calo? Aie: il petrolio "non convenzionale" Usa ha cambiato il mercato
Benzina in calo? Aie: il petrolio “non convenzionale” Usa ha cambiato il mercato (LaPresse)

PARIGI – Perché il prezzo della benzina cala, facendo crollare l’inflazione? La spiegazione va cercata nel sottosuolo degli Stati Uniti, che con le loro tecniche estrattive non convenzionali hanno ribaltato, per la prima volta dopo tanti anni, il rapporto fra domanda e offerta nel mercato mondiale del petrolio.

Secondo un rapporto dell’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia, lo sfruttamento del petrolio non convenzionale in Nordamerica ha innescato ”un’onda d’urto” che si è abbattuto sull’intero mercato globale del greggio: uno choc dagli effetti paragonabili a quelli prodotti dall’aumento della domanda cinese.

”L’America del Nord – ha sintetizzato il direttore esecutivo dell’Aie Maria van der Hoeven – ha innescato un’onda d’urto che si ripercuote nel mondo intero”.

Secondo l’Aie, insomma, l’aumento dell’offerta petrolifera mondiale prodotto dal Nordamerica, superiore alla crescita della domanda, dovrebbe ”aiutare a calmare un mercato petrolifero che era relativamente teso da parecchi anni”.

L’Aie prevede anche che la capacità di produzione mondiale aumenterà di 8,3 milioni di barili al giorno tra il 2012 e il 2018, per raggiungere i 103 milioni di barili: si tratta di previsioni leggermente più alte rispetto a quelle del precedente rapporto semestrale.

L’aumento della produzione arriverà per 6 milioni di barili dai Paesi esterni all’Opec e, tra questi, per 3,9 milioni di barili dall’America del Nord. Parallelamente, la domanda dovrebbe aumentare di 6,9 milioni di barili, al prezzo di 96,68 dollari al barile.

Crescerà quindi considerevolmente il ruolo delle riserve non convenzionali di greggio degli Stati Uniti, come il petrolio di scisto o quello “leggero” del Dakota, fino alle sabbie bituminose del Canada occidentale.

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