Telegram, milioni in fuga da Whatsapp: la chat dove messaggi si autodistruggono

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2014 10:24 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014 10:24
Telegram, milioni in fuga da Whatsapp: la chat dove messaggi si autodistruggono

Telegram, milioni in fuga da Whatsapp: la chat dove messaggi si autodistruggono

ROMA – Da un paio di giorni a milioni stanno scaricando Telegram, la chat supersicura dove i messaggi si autodistruggono. Un vero e proprio esodo di massa verso l’applicazione open source, dopo il blackout della strapagata Whatsapp. Tanto che i produttori hanno twittato quasi desolati: “Quattro milioni di utenti si sono aggiunti nelle ultime 18 ore, facciamo il possibile ma il servizio potrebbe diventare instabile per l’alto traffico”.

Telegram è la nuova creatura dei fratelli Nikolai e Pavel Durov, già fondatori del più popolare social network russo, Vkontakte. Telegram funziona come WhatsApp, solo che i messaggi sono criptati: un vantaggio che risponde ai malumori di milioni di utenti in seguito all’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook, turbati fondamentalmente per questioni di privacy.

La fuga verso l’app del momento è cominciata nel weekend quando il popolarissimo programma di messaggistica è andato in tilt per quattro lunghissime ore: un’eternità che ha costretto gli utenti a cercare soluzioni alternative.

In più Telegram è a prova di 007: offre agli utenti la possibilità di conversare in sicurezza, i messaggi sono criptati, ed è cloud based, cioè consultabile da più dispositivi, anche da pc. Ma soprattutto, vero punto di forza, è gratis: per chi lo avesse dimenticato, Whatsapp costa al momento 89 centesimi.

E così a colpi di privacy e approfittando della provvidenziale finestra di blackout, Telegram si è conquistata il suo posto di diritto nelle classifiche di iTunes e Google Play. Tra le prime recensioni apparse sui market c’è addirittura chi ne fa una questione ideologica: “Basta regalare utenti a Mr. Zuck“. Del resto, Facebook, acquistando WhatsApp ha messo una seria ipoteca sul mondo mobile. Le applicazioni più diffuse per smartphone sono ora di sua proprietà. E proprio questa sorta di monopolio pare aver messo in allarme più di qualche utente.

Circostanze che hanno all’improvviso fatto la fortuna di Telegram, tanto più che “iI programma non è in vendita e non è stato pensato per produrre profitti”, si legge sul sito ufficiale. Il boom degli ultimi giorni sembra dunque non solo il frutto dei timori degli utenti, con relativa fuga verso altri servizi simili.