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Luigi Tenco, fu suicidio o omicidio? Dopo 47 anni ancora dubbi sulla pistola

Luigi Tenco, fu suicidio o omicidio? Dopo 47 anni ancora dubbi sulla pistola

Luigi Tenco, fu suicidio o omicidio? Dopo 47 anni ancora dubbi sulla pistola

ROMA – A distanza di 47 anni è ancora giallo sulla morte di Luigi Tenco, il cantautore ritrovato morto con una ferita d’arma da fuoco alla testa, il 27 gennaio 1967. Cosa accadde in quella stanza d’albergo dopo l’esclusione di Tenco dal Festival di Sanremo nessuno lo sa: fu suicidio o omicidio? Per il giornalista forense, Pasquale Ragone, nella vicenda ci sono ancora molti punti oscuri. In particolar modo sulla pistola.

Arrivato a Genova da un paesino del Piemonte, Tenco, si aggrega al gruppo dei genovesi (Paoli, Lauzi, De Andrè). La sua fortuna, come anche quella degli altri amici, la deve a Nanni Ricordi, rampollo della celebre casa discografica, che scommette su di loro e, attraverso la loro musica, su un rinnovamento radicale della canzone italiana. I risultati saranno, soprattutto per lui, alterni ma non mancheranno i successi.

Alla metà degli anni ’60, al pari di Paoli e di altri cantautori, Tenco lascia la casa discografica milanese Ricordi per la romana Rca. L’industria del disco sta cambiando pelle e sforna successi a getto continuo per un fatturato da capogiro. Per molti sara’ una manna, per Tenco l’inizio della fine. Il suo universo intimista non ha molto a che fare con i media e proprio al Festival di Sanremo, dove approderà alla ricerca di un successo troppo a lungo mancato, Tenco canterà per l’ultima volta.

Secondo la sentenza di archiviazione emessa nel 2009 dalla Procura della Repubblica di Sanremo, Tenco si tolse la vita  per non essere entrato in finale e per il rimorso di avere coinvolto Dalida, in quel momento sua compagna, in quel fiasco clamoroso. Ma la sua morte ha lasciato aperti molti interrogativi che Pasquale Ragone, non ha smesso di indagare.

Ragone è tornato in Procura a Roma e ha depositato un nuovo accertamento balistico denunciando alcune “incongruenze”, supportate dalle consulenze di tre esperti, lo psichiatra forense Francesco Bruno, il professore di balistica Martino Farneti e il grafologo Vincenzo Tarantino.

“Dalle conclusioni delle tre consulenze – scrive Ragone – emerge che:

1) la pistola di Luigi Tenco (con la quale quest’ultimo avrebbe compiuto il suicidio) non sparò alcun colpo né fu mai ritrovata sulla scena dell’evento,

2) sulle mani di Luigi Tenco non sono state trovate particelle trimelliche in seguito allo Stub effettuato, decretando che quindi non fu Tenco a premere il grilletto,

3) il biglietto a firma di Luigi Tenco agli atti dell’inchiesta non fu ritrovato sulla scena dell’evento e presenta elementi importanti che non lo collocano nella casistica degli scritti tipici dei suicidi”.

Ragone, che sul caso Tenco ha scritto pure due libri (l’ultimo Le Ombre del silenzio, con Nicola Guarnieri ed edito da Castelvecchi) esporrà le sue teorie di un servizio di Tv7 in onda su Rai1 il 24 gennaio.

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