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Pensioni. Governo Letta-Alfano contro legge e diritto: esproprio proletario

di Franco Abruzzo
Pubblicato il 15 Dicembre 2013 10:59 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2013 10:59
Pensioni. Governo Letta-Alfano contro legge e diritto: esproprio proletario

Enrico Letta: con i pensionatì che ce le ho le palle d’acciaio

L’indignazione diffusa in Italia in misura crescente per l’esproprio proletario che il cripto comunista Enrico Letta, cui si è già affiancato anche il segretario di celluloide del Pd, Matteo Renzi, sta attuando ai danni una parte dei pensionati colpevole solo di avere versato più c0ntributi finirà per costare cara al Pd, che conta numerosi elettori, o forse ormai ex elettori, proprio nelle file dei percettori di “pensioni d’oro”.

Lo stato d’animo è reso ancor più esasperato quando si deve constatare come i parlamentari, senatori e deputati, predichino bene e razzolino male….

Gli interrogativi che si pone il cittadino leggendo una serie di incredibili emendamenti in materia pensionistica al disegno di legge di stabilità per il 2014 del governo Letta-Alfano, presentati da deputati di vari gruppi alla Commissione Bilancio della Camera.

Come si fa a cambiare le carte in tavola con effetto retroattivo?

Come si fa a proporre norme peggiorative che per di più cancellano di colpo principi giuridici consolidati da decenni, come quelli relativi ai diritti acquisiti?

Come si fa a mettere sotto i piedi tutta una serie di sentenze della Corte Costituzionale?

Come si fa a dimenticare che la pensione é una retribuzione differita pagata dal dipendente durante la sua attività lavorativa con accredito dei relativi contributi previdenziali?

Come si fa a prendersela sempre e unicamente con i pensionati, cioè la classe più debole per essere affondata anche se è quella che paga puntualmente le tasse? È davvero questo un modo saggio di ben governare in un Paese come l’Italia una volta considerata la “patria del diritto”?