Il Tg 1 era per le famiglie, con Minzolini è per una famiglia, Berlusconi

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 5 Febbraio 2011 19:08 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2011 19:08

Il Tg di Augusto, con raro sprezzo del pericolo, ha dedicato la sua attenzione alle bugie degli altri e ha fustigato chiunque abbia osato criticare l’autointervista che Berlusconi si era concesso al Tg 1, presente anche un giornalista della testata minzoliniana.

.Sembrava quasi un fotomontaggio per usare una espressione che piace tanto agli avvocati di Berlusconi.

Le squadre d’azione Minzolini hanno reagito con veemenza, distribuendo insulti contro chiunque abbia solo pensato alla possibilità di un inganno.

Purtroppo per loro, il tarlo dell’atroce dubbio ha preso pure il comitato di redazione del tg 1 che, dopo aver compiuto una piccola istruttoria interna, ha deciso di chiedere all’Augusto direttore di smentire in modo formale che Berlusconi, durante l’intervista, abbia potuto leggere le risposte sul cosiddetto ” gobbo”, la speciale apparecchiatura che consente al giornalista o all’ospite di recitare un testo già confezionato.

Non si tratta di un particolare secondario , perchè in questo caso l’amico presidente del Consiglio non solo avrebbe conosciuto le domande in anticipo, ma addiittura avrebbe avuto modo e tempo di scrivere o di farsi scrivere le risposte e di leggerle, fingendo di rispondere alle domande, insomma, in questo caso, non avremmo assistito ad una intervista tra il rappresentante del governo e un presunto rappresentante della pubblica opinione, ma a una finzione, realizzata in studio, secondo i voleri del committente, signore e padrone del polo Raiset.

Un simile sospetto avrebbe meritato uno sdegnato commento di risposta da parte del direttore, una telefonata in diretta di Masi, un preannuncio di discussione in consiglio di amministrazione, per ora invece non è accaduto nulla, già questo è sufficiente a comprendere che la denuncia del comitato di redazione si fonda su solidi argomenti e altrettanto solide testimonianze.

Da costoro non ci aspettiamo nulla di diverso da quello che già stanno facendo, ma vogliamo sperare che Paolo Garimberti, presidente di garanzia della Rai e giornalista di razza, voglia almeno visionare questa strana videocassetta con le domande incorporate e , se vi saranno gli estremi, voglia provvedere affinché siano rivolte formali scuse a tutti quegli spettatori che hanno davvero creduto di aver visto e ascoltato una intervista al presidente del Consiglio.

Un tempo il Tg 1 era considerato il grande giornale per la famiglia moderata e cattolica, ora è diventato, assai più modestamente, il Tg di una famiglia, strappando il primato al Tg 4 di Emilio Fede.