Governo non cadrà comunque: patto Conte-Zingaretti fa impazzire Salvini

di Bruno Tucci
Pubblicato il 16 Settembre 2020 11:44 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2020 11:44
Governo non cadrà comunque: patto Conte-Zingaretti (assieme nella foto) fa impazzire Salvini

(Governo non cadrà comunque: patto Conte-Zingaretti (assieme nella foto) fa impazzire Salvini

Giuseppe Conte si blinda. Tira una brutta aria dalle parti di Palazzo Chigi. Per i due impegni politici di domenica prossima.

Se dovesse vincere il no oppure alle regionali la destra facesse cappotto, il premier avrebbe le ore contate. Checché se ne dica e si continui a tranquillizzare il popolo dei probabili “licenziati” che non accadrà nulla comunque vada il voto.

Se fosse così come profetizzano i più stretti collaboratori del premier, perché proprio ieri il Presidente del Consiglio e Zingaretti hanno stretto un patto? In base ad esso, anche in caso negativo delle consultazioni il governo giallorosso non cadrà? E’ evidente che la situazione non lascia sereni né l’uno, né l’altro.

Governo blindato

Infatti a rischiare sono entrambi. Il capo dell’esecutivo perché non potrebbe rimanere al posto che occupa. In quanto non controllerebbe più una buona parte del territorio governato dal centro destra.

Al contempo,  il leader del Pd dovrebbe vedersela con il resto del partito che gli addebiterebbe in toto la sconfitta. Per cui, per Zingaretti si profilano due scenari. O diventare ministro se le cose dovessero andar bene (facendo da protagonista in un piccolo rimpasto).

Oppure abbandonare la segreteria rimanendo (forse) solo il governatore del Lazio, incarico che non ha mollato nemmeno quando si è assiso sulla poltrona di responsabile di via del Nazareno.

“È un accordo scellerato”, tuonano le opposizioni. Però sono grida che si perdono nell’aria perché il patto non ha nulla di illegale. È solo un modo come un altro per barricarsi ed impedire agli altri di far piazza pulita e di mandare a casa tutti coloro che oggi sono al timone del Paese.

La cartina di tornasole rimane sempre la Toscana, considerata da oltre 30 anni la “roccaforte rossa” dell’Italia. Ora se quella regione dovesse abdicare e far vincere Susanna Ceccardi, pupilla di Salvini, i giochi sarebbero fatti.

Pronostici in Tocana

Certo le previsioni sono ancora tutte per Eugenio Giani, attuale presidente del Consiglio Regionale, vecchia volpe della politica, che è sicuro di non farsi infinocchiare da una neofita, ma le vie del Signore sono infinite e non si può mai affermare che la tranquillità sia assoluta al cento per cento.

Malgrado l’accordo stretto fra Zingaretti e Conte, le acque del governo continuano ad essere agitate. Non bisogna dimenticare che il virus non è morto. Anche ieri si sono verificati 1229 casi e 9 decessi.

La maggiore preoccupazione è sempre la scuola perché i grandi problemi che l’assillano non sono stati affatto risolti. Inutile ripetere il solito ritornello: banchi, orari, mascherine, distanziamento, quarantena. Gli operatori scolastici sono in agitazione e con loro le famiglie che non vivono giorni sereni.

Ricordiamo che  alcune regioni hanno rinviato l’apertura a dopo il voto, esattamente al 24 settembre. Ma sarà così? Si spera di si, anche se ci sono casi limite come quello di Castellamare di Stabia, una cittadina campana, che he deciso tout-court di far suonare la campanella il primo di ottobre.

In questo guazzabuglio di idee e contro idee ecco inserirsi il sindacato che ha proclamato uno sciopero per il 24 e il 25 di questo mese. E allora? Il ministro Lucia Azzolina ha tanti grattacapi ancora da risolvere .

E’ un’altra poltrona che traballa, però la maggioranza placa gli animi: “Non vi preoccupate – sostengono- il governo è continuamente sotto accusa perché “è libero e forte”. Sarà così? Il verdetto è vicino.