Inter campione. Gli ingredienti di Mourinho. E il prossimo anno? Juventus

di Fiorentino Pironti
Pubblicato il 16 maggio 2010 20:13 | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2010 20:13

Sommate un budget stratosferico ormai impensabile anche per presidenti che si chiamano Agnelli o Berlusconi, un organico che ha pochi rivali in Europa, il dominio assoluto del Palazzo (e quindi degli arbitri) dopo calciopoli, un allenatore bravo e furbone che è riuscito a creare nello spogliatoio un clima da assedio, l’appoggio determinante del più importante quotidiano sportivo: questa è l’Inter campione d’Italia 2009-2010, vincitrice della coppa nazionale, finalista del più importante torneo europeo. Anche quest’anno, la squadra di Moratti ha vinto praticamente senza rivali. Non poteva esserlo la Roma alle prese con una crisi societaria devastante, né il Milan che ormai viaggia al risparmio né la Juve che qualche euro da spendere lo possiede ma non ha dirigenti all’altezza. E’ già un miracolo che la Roma abbia tenuto aperto il campionato fino all’ultima giornata, ma la cosa deve suonare più come demerito dell’Inter che come impresa dei giallorossi di Ranieri.

In attesa della finalissima di Madrid, Mourinho ha cominciato a lanciare i soliti messaggi. La sintesi è semplicissima: mi vogliono in Inghilterra ma – soprattutto – mi vuole il Real. Visto che a Milano guadagno la miseria di 11 milioni all’anno, se ci fosse un ritocco all’ingaggio potrei anche pensare di rispettare il contratto e rimanere all’Inter. Ovviamente, oltre al ritocchino mi servirebbero anche due-tre giocatori di prima fascia, diciamo un centinaio di milioni da investire sul mercato.

Morale: di chi si parlerà l’estate prossima, durante e dopo il mondiale sudafricano? Ma di chi, se non del filosofo di Setubal?

A rubare la scena a Mourinho potrebbe essere Andrea Agnelli, il figlio di Umberto insediato dal cugino John Elkan al vertice della Juve. Il ragazzo ha il bianconero nel cuore e le idee chiare, resta da capire su quale budget potrà contare. Ecco, se la Real casa di Torino decidesse di aprire il portafogli, la Juve potrebbe riconquistare prime pagine e telecamere.

Sembra invece fuori gara il Milan. L’altolà di Marina Berlusconi al padre spendaccione è un segnale inequivocabile, soprattutto a fronte della crisi economica generale. E’ ipotizzabile quindi un Milan con molti giovani e quello che resterà della vecchia guardia, con stipendi bassi a cominciare da quello dell’allenatore esordiente Filippo Galli.

Questo ha detto il campionato e queste sono le prospettive al tempo della crisi. Che colpirà probabilmente tutti tranne uno: il profeta venuto da Setubal a insegnare il calcio agli sprovveduti italiani.