Emanuela Orlandi, nuova pista farlocca: la morta nel bosco di Priverno. 40 anni, protesi ma per Chi l’ha visto e il Fatto…

di Pino Nicotri
Pubblicato il 4 febbraio 2019 10:29 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2019 10:29
Emanuela Orlandi, nuova pista farlocca: la morta nel bosco di Priverno. 40 anni, protesi ma per Chi l'ha visto e il Fatto...

Emanuela Orlandi, nuova pista farlocca: la morta nel bosco di Priverno. 40 anni, protesi ma per Chi l’ha visto e il Fatto…

Perfino “Chi l’ha visto?” ha dovuto ammettere che le famose ossa umane trovate nel sottosuolo della Nunziatura in via Po a Roma sono vecchie di più o meno 2.000 anni, motivo per cui non sono neppure da lontano quelle di Emanuela Orlandi. E nemmeno di Mirella Gregori, la cui scomparsa quando fa comodo è usata come ruota di scorta del mistero Orlandi per renderlo più suggestivo. 

A dire il vero già lo scorso 22 novembre la Procura di Roma ammonì chi ha immediatamente millantato che quelle ossa “possono essere di Emanuela o Mirella” a non mettere in giro voci infondate. Ammonimento dovuto al fatto che gli esami della polizia scientifica avevano già appurato che quei resti appartenevano “sicuramente” a un uomo e non a una donna, per giunta morto sicuramente “prima del 1964”. E infatti…

Pur di non rimanere orfani del mistero tanto utile all’audience televisiva, a chi è fin troppo disinvolto nello scrivere “notizie” e agli amanti di miti e mitomanie, ecco che lo scorso dicembre qualcuno invia un messaggio via WhatsApp alla redazione del programma televisivo di Raitre per segnalare la sepoltura nel 1983 dalle parti di Latina di una donna dall’identità rimasta sconosciuta.

Si ripete cioè un meccanismo già ben noto: a metà del 2005 ci fu la telefonata anonima sempre a “Chi l’ha visto?” che diede inizio al longevo e demenziale tormentone che voleva Enrico De Pedis sepolto nella basilica di S. Apollinare assieme a Emanuela (e/o Mirella); questa volta a tentare di lanciare un’altra pista che tenga comunque in piedi il mistero-show Orlandi si è invece fatto ricorso a un più moderno messaggio WhatsApp, che come tale non potrebbe essere anonimo. Anche se chi lo ha inviato usa un nome fasullo è comunque possibile individuare il numero di telefonino col quale è stato spedito. Come che sia, “Chi l’ha visto?” l’ha ripreso e divulgato a dicembre. 

E così ha cominciato a girare l’ipotesi che possa essere di Emanuela il cadavere di donna ignota trovato domenica 11 settembre 1983 nel bosco di S. Martino da un cercatore di funghi e sepolto con il nome di Maria NN nel cimitero di Priverno, in provincia di Latina. A far scattare la nuova pista è la data del ritrovamento del cadavere e la certezza del perito che nonostante lo stato di avanzata decomposizione afferma che la donna non era morta da molti mesi. Non prima quindi del giorno delle scomparsa di Emanuela, avvenuta, come è arci noto, il 22 giugno di quello stesso 1983. 

 Il lancio dell’Ansa del 13 settembre, due giorni dopo il ritrovamento del cadavere, specifica:

 L’autopsia ha chiarito che sul cadavere non è stato riscontrato alcun segno di violenza. Della donna per ora è stato possibile stabilire che era alta un metro e 52, che i suoi capelli erano serie lunghi e che aveva due piccole protesi dentarie. La donna indossava una gonna beige chiara e un camicetta verde fantasia, due capi di buona fattura così come la sottoveste di marca tedesca e gli indumenti intimi”.

Tanto basta per escludere che possa trattarsi di Emanuela (e neppure di Mirella). L’abbigliamento di quella donna anonima è totalmente diverso da quello indossato da Emanuela quando è scomparsa (jeans e camicetta bianca) e dal suo solito modo di vestire, descritto un po’ come quello di “una figlia dei fiori”, cioè un po’ hippy, dalla sua amica di liceo Silvia Vetere. Certo, qualche irriducibile potrebbe dire che forse le hanno cambiato il vestiario, mutande comprese. 

C’è però più di un ostacolo insormontabile: 1) la statura troppo bassa della sconosciuta; 2) la sua età, indicata dall’autopsia verso la 40.ina; 3) le due protesi dentarie, cioè i due denti finti, mentre Emanuela (né Mirella) non aveva neppure un dente falso. 

Ovviamente c’è chi non demorde, come al solito per tenere in cartellone il mistero-show Orlandi tutto fa brodo. Ecco cosa scrive nel proprio blog su Il Fatto Quotidiano Mariassunta D’Alessio, giornalista e scrittrice che nel proprio curriculum ci tiene a precisare: “Per circa 18 anni ho lavorato negli uffici stampa di vari Ministri”:

“Una giovane donna uccisa e seppellita sotto una coltre di terra e foglie viene trovata da un cercatore di funghi e frettolosamente seppellita, dopo l’indagine del medico legale, con il nome di Maria NN nel cimitero di Priverno, in provincia di Latina. È settembre del 1983. Da qualche mese sono scomparse Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, ma nessuno le associa. Solo ora un messaggio su Whatsapp inviato alla trasmissione Chi l’ha Visto rimette tutto in discussione.

“Io sono originaria di Priverno, ma di questa storia non ho mai sentito parlare. Anche se viene addirittura citata un’Ansa con la descrizione della sfortunata. Avrei potuto saperne di più dalla mia carissima amica e collega Mina Picone, attenta cronista del luogo, ma lei non c’è più. Allora ho cominciato a indagare tra parenti e amici. I ricordi sono lontani e fievoli. È stato fatto tutto in fretta e archiviato il caso come “scomparsa di una prostituta straniera”, mi dice Maria Vittoria De Marchis, insegnante e mente storica della città. E conferma anche lei che se ne è parlato poco.[…]

Chi ne ha sentito parlare di più e conosce la storia – come Marilena Canori, figlia dell’impresario funebre del tempo – non ha mai dimenticato e scrive alla trasmissione. Nei paesi, si sa, la pietas è ancora un sentimento conosciuto e non viene mai meno. Amore e compassione esistono e resistono. Soprattutto a Priverno. E lo dico con orgoglio. Qualcuno, infatti, come fa con i parenti, ha portato e continua a portare fiori sulla tomba di questa sfortunata. Sarà pure una sconosciuta, sarà pure una prostituta, sarà pure una straniera, ma ormai è entrata a far parte della comunità, anche se da morta.

Adesso però, seppur tardi, è arrivato il momento di dare delle risposte. Chi è Maria NN? Da dove viene? Come mai solo oggi viene associata alla scomparsa della Orlandi e della Gregori? È possibile che sia una di loro?”.

La domanda finale è solo retorica, essendo acclarato che NON può essere nessuna delle due ragazze. Ma tant’è… 

Alla prossima puntata.